Scienziati lanciano l'allarme sull'"epidemia" di miopia precoce che sta dilagando

Scienziati lanciano l'allarme sull''epidemia' di miopia precoce che sta dilagando
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La miopia è un’anomalia della rifrazione dell’occhio, che inficia sulle capacità visive di chi ne è affetto e provoca una sfocatura della visione in proporzione al grado del difetto. Secondo un nuovo studio sembra che l’aumento dell’insorgenza di tale condizione stia dilagando in una sorta di “epidemia” di miopia.

Un team di ricerca del Regno Unito, analizzando i dati del programma Biobank su circa 107.000 partecipanti, ha riscontrato un aumento della probabilità di incorrere in difetti visivi nello spettro della miopia, in relazione agli individui nati negli anni ’60. Inoltre, dai dati, appare che gli individui affetti da miopia grave ad esordio infantile siano raddoppiati.

Gli scienziati ipotizzano che tale fenomeno sia scaturito da fattori di natura genetica e ambientale, tra cui l’aumento della permanenza davanti agli schermi digitali che ci circondano quotidianamente. Bisogna limitare il tempo di permanenza davanti agli schermi anche perché di recente è stato appurato che gli occhiali con filtro anti luce blu non aiutano a dormire meglio.

Per quanto tale fenomeno desti una certa preoccupazione, lo studio porta all’attenzione una serie di prove che tali tendenze possano essere modificate grazie allo sforzo perpetrato da iniziative di salute pubblica.

In merito al fenomeno, i ricercatori dello studio affermano "Ora è una preoccupazione urgente per la salute pubblica a livello internazionale, con un'emergente 'epidemia' di miopia, caratterizzata da una maggiore prevalenza accompagnata da uno spostamento dell'intera popolazione nella distribuzione verso l'età di esordio più giovane e una maggiore gravità".

Comparando i dati relativi agli individui nati tra il 1939 e il 1944, con insorgenza di miopia infantile al 12,6 %, e miopia tardiva al 7,4%, a quelli dei nati tra il 1965 e il 1970, i ricercatori hanno constatato un aumento di entrambe le tipologie di miopia rispettivamente al 15,6% e al 13,6%.

Incorporando entrambi i dati in un unico valore, è possibile notare un aumento dei casi di miopia dal 20% al 29,2%. Ma la percentuale più alta è stata riscontrata nel gruppo degli individui nati tra il 1955 e il 1959, con un valore complessivo del 30,9%.

Approfondendo lo studio dei dati, gli scienziati hanno avanzato alcune ipotesi sull’origine di tale fenomeno. Preponderanti sarebbero i cambiamenti nell’alimentazione, soprattutto quella infantile, la sempre maggiore esposizione agli schermi digitali e sviluppo delle metodiche di insegnamento, atte a prediligere un maggior approccio allo studio nozionistico e un minor tempo trascorso all’aperto.

Altro fattore di rilievo potrebbe essere costituito da un aumento della scolarizzazione e della frequentazione scolastica dopo i 18 anni. L’associazione tra una sempre maggior istruzione superiore e l’aumento di probabilità di incorrere nella miopia è abbastanza evidente se si considera l’incremento del numero di anni passati sui libri a sforzare la vista.

Come suggeriscono i ricercatori, infatti, "C'è stato un cambiamento nel tempo nella proporzione di bambini che scelgono di continuare l'istruzione superiore e, parallelamente, il cambiamento dei metodi di insegnamento, l'uso diffuso della TV e, più recentemente, l'uso diffuso di dispositivi elettronici con schermo e l'estensione di tali attività nel tempo libero".

Ormai una grande quantità di studi hanno appurato il dilagare della miopia, soprattutto in età precoce, e una maggiore incidenza di forme gravi di disturbi della vista. Questi individui, insieme a coloro che sono avanti con l'età, hanno una probabilità maggiore di appurare l'esistenza dei filamenti che a volte vediamo davanti agli occhi.

La speranza di poter affrontare il problema risiede nella stabilizzazione della frequenza di incidenza riscontrata tra gli individui nati tra il 1955 e il 1970. Secondo i ricercatori tale evidenza, grazie ad un intervento sanitario efficace di prevenzione dei fattori di rischio, permetterebbe di affrontare il fenomeno, fino ad invertirne la tendenza.

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