Scienziati mettono a punto un nuovo metodo per individuare la vita antica nelle rocce

Scienziati mettono a punto un nuovo metodo per individuare la vita antica nelle rocce
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Gli scienziati dell’Università di Alberta, Canada, guidati da Kurt Konhauser, professore presso il Dipartimento di Scienze della Terra e dell'Atmosfera, hanno messo a punto un nuovo metodo per rilevare tracce di vita antica nelle rocce utilizzando il potassio.

In particolare, le ricerche si concentrano proprio sull’individuare alte concentrazioni di potassio in antiche rocce sedimentarie, mentre i metodi tradizionali vanno alla ricerca di sostanze quali carbonio, zolfo e azoto che non è detto siano collegati alla presenza di resti di antichi organismi viventi.

Ma perché il potassio?

E’ emerso che il biofilm microbico delle rocce tende ad accumulare più facilmente il potassio contenuto nell’acqua di mare e quindi è molto probabile che rocce con datazione molto antica possano aver intrappolato il potassio proveniente da acque primordiali che ricoprivano la Terra.

Trovata questa sostanza in tali rocce avremmo la certezza che ciò sia avvenuto con processi biotici in quanto l’arricchimento del potassio è collegato esclusivamente alla vita.

Lo studio in questione ha analizzato rocce argillose provenienti dal biota Francevillian (un gruppo di organismi fossili macroscopici paleoproterozoici di 2,1 miliardi di anni) situato in Africa, in particolare a Gabon, sulla costa occidentale del continente.

In questa formazione sono stati rilevati numerosi fossili in buone condizioni con un ben conservato “tappeto” microbiotico ed un arricchimento naturale di potassio.

Il professor Konhauser afferma che il potassio è un marcatore unico che può essersi originato solo attraverso metabolismo di batteri viventi.

Questa ricerca è ovviamente in divenire ma sembra che possa aprire interessanti spiragli sulla ricerca della vita nello spazio, in particolare sul pianeta rosso, Marte.

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