Scienziati misurano la luce dell'universo: l'esperimento guidato da un italiano

Scienziati misurano la luce dell'universo: l'esperimento guidato da un italiano
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E' stato pubblicato su Science il risultato di un mastodontico esperimento guidato da un astrofisico italiano, Marco Ajello, che lavora alla Clemson University degli Stati Uniti e che insieme al suo team (composto da varie università del nostro paese) è riuscito a calcolare il numero di particelle che costituiscono la luce.

Il numero è composto da un 4 seguito da ben 84 zeri, e rappresenta tutta la luce dell'universo, compresa quella emessa tutte le stelle dell'universo. Il calcolo è stato reso possibile grazie ai dati ottenuti dal telescopio Fermi della NASA, a cui ha dato un importantissimo contributo la nostra nazione.

Come dicevamo poco sopra, alla collaborazione hanno preso parte anche le Università di Padova, Trieste, Perugia ed il Politecnico di Bari, oltre a vari centri di ricerca come l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, l'Istituto Nazionale di Astrofisica e l'Agenzia Spaziale Italiana.

Ajello, parlando con Repubblica, sottolinea come "grazie ai dati raccolti dal telescopio Fermi, siamo stati in grado di misurare l'intera quantità di luce emessa dalle stelle: una cosa mai vista prima. Questo ci permette di comprendere meglio il processo di evoluzione stellare".

Nello studio si sostiene che l'Universo, che ha circa 13,7 miliardi di anni di età, abbia cominciato a formare le prime stelle quando aveva poche centinaia di milioni di anni, per poi diventare una vera e propria fabbrica di stelle, presenti per miliardi. La straordinarietà dell'esperimento condotto è da ricercare nel fatto che mai prima d'ora si era riuscito a quantificare tutta la luce prodotta dall'universo, per il semplice fatto che non tutti i telescopi sono in grado di osservare tutte le stelle dalla Terra.

Se si esclude il Sole e le stelle della Via Lattea, la luce che raggiunge la Terra è di poco più di 60-watt, osservata al buio da 4 chilometri di distanza.

Nel corso dell'esperimento i ricercatori si sono avvalsi dello strumento italiano LAT (Large Area Telescope), su cui ha collaborato l'ASI, l'INF e l'INAF ed installato sul telescopio Fermi, che è riuscito a misurare il numero di particelle di luce emesse dalle stelle, analizzando la nebbia cosmica.

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