Scienziati forse vicini a capire questi strani batteri che "respirano" nella roccia

Scienziati forse vicini a capire questi strani batteri che 'respirano' nella roccia
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La Shewanella oneidensis è una specie batterica che sopravvive "respirando" all'interno delle rocce e incuriosisce da sempre gli scienziati, anche se i meccanismi interni della sua misteriosa tecnica di respirazione cellulare sono rimasti tutt'altro che chiari. Una nuova ricerca, tuttavia, cerca di svelarne i segreti.

I ricercatori hanno scoperto che la capacità del microbo di "respirare" trasportando gli elettroni esternamente su superfici solide è influenzata dalla chiralità molecolare. Questo fenomeno aiuta il batterio a esistere in ambienti con poco o senza ossigeno, come habitat rocciosi e metallici in profondità nel sottosuolo.

"A differenza della maggior parte degli organismi in grado di utilizzare l'ossigeno come accettore di elettroni, questi batteri trasferiscono gli elettroni in un minerale solido o, come fanno nel nostro laboratorio, verso elettrodi che si trovano all'esterno della cellula", spiega l'ingegnere biomedico Sahand Pirbadian dell'Università della California del Sud (USC).

L'organismo fu scoperto per la prima volta negli anni '80. Per lungo tempo, si pensava che la S. oneidensis trasportasse elettroni nel suo ambiente esterno attraverso "nanofili batterici" simili a capelli che fungevano da condotto e fonte per scaricare elettroni. Tuttavia, i ricercatori hanno poi scoperto che questi nanofili batterici erano altro: estensioni di membrana con proteine ​​che trasportano elettroni, chiamate citocromi.

Nel loro nuovo studio, i ricercatori hanno scoperto che mentre gli elettroni vengono trasportati lungo il nanofilo, la loro direzione di spin dell'elettrone sembra essere influenzata dalla chiralità delle molecole del citocromo. Questo effetto, chiamato Chiral Induced Spin Selectivity (CISS), potrebbe fare molto di più che ottimizzare l'efficienza del trasporto di elettroni durante la respirazione cellulare del batterio. I ricercatori non hanno ancora capito al 100% la struttura di questo intricato organismo, ma si stanno avvicinando.

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