Scienziati riescono a indurre delle allucinazioni artificiali nei topi con l'optogenetica

Scienziati riescono a indurre delle allucinazioni artificiali nei topi con l'optogenetica
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In uno studio, pubblicato il 18 luglio sulla rivista Science, viene riportato che degli scienziati sono riusciti a creare delle allucinazioni artificiali, grazie ad un laser puntato sul cervello di alcuni topi.

Il lavoro è "tecnicamente sorprendente", afferma il neuroscienziato e psichiatra Conor Liston della Weill Cornell Medicine di New York City. "Penso che ogni neuroscienziato in quest'area lo guarderà con grande interesse."

La capacità di monitorare e controllare cellule nervose o neuroni, potrebbe aiutare agli scienziati a risolvere i grandi misteri del cervello umano. Per l'esperimento è stata usata l'optogenetica, una tecnica in cui la luce di un laser attiva i neuroni (neuroni geneticamente modificati per rispondere alla luce) nel cervello.

Tutti speravano di raggiungere questo livello di controllo quando l'optogenetica venne introdotta, per la prima volta, 15 anni fa, afferma Karl Deisseroth, neuroscienziato, psichiatra e pioniere della tecnica. "È eccitante arrivare a questo punto."

Nell'esperimento, Deisseroth e i suoi colleghi hanno monitorato i neuroni del cervello dei topi che stavano visualizzando linee orizzontali o verticali davanti uno schermo. Ognuno di questi topi era stato addestrato per bere dell'acqua da un beccuccio solamente alla vista di una linea specifica.

Attraverso i dati raccolti dal monitoraggio, hanno usato l'optogenetica per "ricreare" nelle loro menti le linee osservate durante la visione dello schermo. Tutto questo, stimolando circa 20 dei neuroni che hanno dato un segnale positivo durante la visione delle linee. La stimolazione ha quindi indotto a "vedere" le linee, nella mente dei topi, che hanno poi bevuto l'acqua.

Approcci simili potrebbero consentire agli scienziati di creare altri tipi di percezioni, come odori, tocchi e sapori, afferma Deisseroth. Il metodo può anche consentire ai ricercatori di controllare gruppi di neuroni che sono coinvolti in compiti cerebrali più complessi.

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