Scienziati stanno studiando i fossili marini di un periodo molto caldo della Terra

Scienziati stanno studiando i fossili marini di un periodo molto caldo della Terra
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La Terra ha sperimentato aumenti di temperatura simili a quelli recenti durante un periodo di riscaldamento globale, chiamato Miocene Climate Optimum, avvenuto tra 15 e 17 milioni di anni fa. Per rinvenire la causa di questo periodo, gli scienziati stanno scrutando all'interno dei fossili marini.

"Il nostro pianeta è stato già caldo prima", afferma la ricercatrice Carrie Lear, professoressa di scienze della Terra all'università di Cardiff, in un comunicato stampa. "Possiamo usare antichi fossili per aiutare a capire come funziona il sistema climatico in questi tempi". Studiando gli antichi segnali biochimici intrappolati nei fossili, recuperati dai nuclei di sedimenti dell'Oceano Pacifico, Atlantico e Indiano, gli scienziati sono stati in grado di stimare la temperatura e i livelli di carbonio nell'oceano durante il Miocene Climate Optimum.

La nuova analisi dei fossili ha identificato una forte connessione con una precedente attività vulcanica del pianeta. La ricerca, pubblicata giovedì sulla rivista Nature Communications, suggerisce che le eruzioni abbiano innescato un aumento della CO2 atmosferica e un calo dei livelli di pH negli oceani.

"Durante il Miocene Climatic Optimum la risposta degli oceani e del clima era notevolmente simile alle altre massicce eruzioni vulcaniche nella documentazione geologica", ha affermato il co-autore dello studio Tali Babila, uno scienziato della Terra all'Università di Southampton. "La presenza della calotta glaciale antartica e il rilascio relativamente lento di carbonio hanno tuttavia minimizzato l'entità del cambiamento ambientale e le conseguenze associate sulla vita marina durante questo evento."

Mentre le ultime ricerche possono aiutare gli scienziati a comprendere meglio i periodi antichi del cambiamento climatico, gli autori del nuovo studio suggeriscono che il riscaldamento globale di oggi sta avvenendo troppo in fretta per aspettarci un modo "naturale" simile per ridurre le emissioni di CO2. "Non saremo in grado di fare affidamento su questi feedback naturali lenti per contrastare il riscaldamento globale", continua Sosdian. "Ma questa ricerca è ancora importante perché ci aiuta a capire come funziona il nostro pianeta quando si riscalda".

FONTE: upi.com
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