Scienziati trovano, sulla Terra, un luogo in cui nessuna forma di vita potrebbe vivere

Scienziati trovano, sulla Terra, un luogo in cui nessuna forma di vita potrebbe vivere
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Quello che vedete allegato a questa notizia non è un luogo che si trova su qualche corpo celeste lontano e inospitale, bensì un territorio presente sul nostro pianeta: le sorgenti geotermiche di Dallol, in Etiopia.

Questa vasta zona desolata è punteggiata da laghi di acqua altamente acida e salata. L'ambiente estremo di Dallol ha da sempre affascinato gli scienziati, e una spedizione del 2016 è stata condotta con lo scopo di scoprire quali organismi potrebbero abitare luoghi del genere.

I risultati, pubblicati solo pochi mesi fa, riferiscono la scoperta di microbi estremofili, "microorganismi ultra-piccoli" grandi solo alcuni nanometri. Tuttavia, un nuovo studio contesta l'apparente scoperta di questo organismo. Non sempre dove c'è acqua si trova la vita.

"Esiste vita nelle piscine di Dallol iperacide e ipersaline?", si sono chiesti i ricercatori. "Diciamo di no, basandoci su tecniche molecolari e di microscopia combinate, anche se sono presenti molti contaminanti associati all'uomo presenti nell'aria".

Nei loro risultati pubblicati questa settimana, attualmente sottoposti a revisione, il team ha utilizzato una serie di metodi per studiare un'ampia gamma di campioni prelevati da quattro zone all'interno del complesso geotermico.

Il team di scienziati ha rilevato delle forme di vita, ma la maggior parte di queste deriva da contaminazioni umane. Mentre gli altri erano batteri correlati all'uomo, probabilmente introdotti durante le intense visite quotidiane e turistiche al sito.

"Individuiamo due principali barriere fisico-chimiche che impediscono alla vita di prosperare in presenza di acqua liquida sulla Terra e, potenzialmente, altrove, nonostante la presenza di acqua liquida sulla superficie di un pianeta sia un criterio ampiamente accettato per l'abitabilità", spiegano i ricercatori.

La prima barriera descritta è la salamoia dominata dal magnesio, che induce le cellule a rompersi, mentre la seconda è un’intensa combinazione tossica di iperacididità e ipersalinità, che rende impossibile la creazione della vita.

Nonostante lo studio deve ancora essere confermato, ci dimostra che anche sulla Terra la vita può avere difficoltà a sopravvivere. Un risultato che, nel bene o nel male, potrebbe sicuramente tornare utile ai cercatori di vita extratterestre.

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