Lo scioglimento del permafrost potrebbe far risvegliare microbi sconosciuti e antichi

Lo scioglimento del permafrost potrebbe far risvegliare microbi sconosciuti e antichi
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Lo sappiamo benissimo: i ghiacciai si stanno sciogliendo sempre di più anno dopo anno. Mentre il clima globale continua a riscaldarsi, gli esperti continuano a farsi delle domande. Tra queste ne abbiamo una: all'aumentare dello scioglimento del ghiaccio, quali organismi congelati da tempo potrebbero risvegliarsi?

Nelle regioni fredde possiamo imbatterci nel permafrost, ovvero un terreno dove il suolo è perennemente ghiacciato. Questi ghiacci perenni, infatti, oltre a contenere innumerevoli quantità di carbonio, possono contenere al loro interno antichi microbi congelati, megafauna deceduta del Pleistocene e molto altro (come questo uccello di 46.000 anni fa).

Gli scienziati vogliono cercare di scoprire e identificare i microbi, i batteri e i virus che potrebbero risvegliarsi da questo lungo sonno. Alcuni sono ben conosciuti, come i metanogeni - noti per il rilascio di metano - e i metanotrofi. Altri microbi, invece, sono noti ma hanno un comportamento imprevedibile dopo il rilascio dal ghiaccio perenne in cui si trovano.

Abbiamo esempi concreti del risveglio di questi microbi: il disgelo del permafrost in Siberia nel 2018 ha portato a un'epidemia di antrace - un'infezione acuta causata dal batterio Bacillus anthracis - e alla successiva morte di 200.000 renne e un bambino. Potrebbero emergere anche organismi che si sono evoluti in ecosistemi ormai estinti, dal Cenozoico al Pleistocene, interagendo con il nostro ambiente moderno in modi completamente nuovi.

Potrebbero "venire alla luce" anche microbi che sono del tutto sconosciuti agli scienziati, qualcosa che gli esperti temono. Per tutti questi complessi e importanti motivi, dobbiamo elaborare linee guida per la futura ricerca sull'Artico.

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