Sciopero Piacenza: Amazon rinvia l'incontro con i dipendenti, proteste dei sindacati

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Nel corso del fine settimana da poco concluso, caratterizzato dallo sciopero dei dipendenti durante il Black Friday, Amazon aveva accettato le richieste dei sindacati di incontrare i rappresentanti dei lavoratori.

L'incontro era previsto per oggi ma, secondo quanto riportato alla stampa locale da alcuni rappresentanti dei sindacati, non si è tenuto e la compagnia della Silicon Valley l'ha rinviato al 18 Gennaio, dopo le vacanze natalizie che coincidono con il periodo di maggiore lavoro per i lavoratori del centro di distribuzione.

La CGIL e gli altri sindacati non hanno ovviamente accolto favorevolmente la decisione, e non hanno esitato a commentare la compagnia.

La CGIL di Piacenza è stata molto dura nei confronti di Amazon, rea secondo i rappresentanti di aver sbattuto la "porta in faccia ai lavoratori. L'incontro programmato per oggi, lunedì 27 novembre, alle ore 16 tra sindacati e Amazon è saltato. L'azienda lo ha cancellato con una mail questa mattina: rinvio al 2018 dell'incontro già previsto. Dopo la sostituzione massiva degli scioperanti con gli interinali, un'altra scelta miope dell'azienda. Amazon ascolti i lavoratori: ignorarli come sta facendo è controproducente. Si riapra il tavolo Amazon".

Poco dopo sono arrivate anche le dichiarazioni del segretario FILCAMS CGIL, Fiorenzo Molinari: "Facciamo notare ai vertici della società di Jeff Bezos che in Italia abbiamo risolto la questione sulla democrazia rappresentativa a metà del secolo scorso. Quindi invitiamo caldamente Amazon a riaprire il tavolo di trattativa perché chiudere ogni canale di dialogo tra azienda e lavoratori è un atteggiamento totalmente controproducente in questa fase. L’azienda ha perso un’occasione di dimostrare la bontà delle sue ragioni. Forse perché quello che sosteniamo è corretto: la legittima attenzione verso il cliente non può trasformarsi in così poca attenzione verso chi permette loro do fare utili stratosferici. Dopo il sacrificio dei lavoratori, che non amano di certo fare sciopero, la nota inviata in mattinata in cui Amazon Italia srl cassava l'incontro previsto è una inutile doccia fredda che rischia solamente di alzare tensione. Oggi ci incontreremo per valutare il proseguo della vertenza”.

Dello stesso avviso anche l'UGL, che attraverso il segretario provinciale Pino De Rosa ha affermato che questa decisione "dimostra la scorrettezza dei rapporti che Amazon ha con i suoi collaboratori e la scarsa veridicità ed affidabilità anche nei rapporti con l’opinione pubblica e la stampa. Amazon mente sulle condizioni di lavoro, sulla disponibilità nei confronti dei suoi collaboratori, sulle ricadute che ha avuto lo sciopero, sul rispetto dei tempi di consegna successivi allo sciopero. E’ peraltro nota la vicenda relativa agli aspetti fiscali di cui è protagonista la stessa azienda. Il rinvio al 18 gennaio non è un rinvio ma un rifiuto al confronto, nel mentre l’azienda sviluppa il massimo fatturato nel periodo natalizio. Di questo siamo certi terranno conto anche i consumatori italici nelle loro scelte. Rifiutare il confronto con i lavoratori è una scelta che palesa il disprezzo dell’azienda nei confronti delle proprie persone. E’ anche una chiara scelta di voler elevare il livello dello scontro. UGL terziario si riserva di concordare ogni futura azione con le altre organizzazioni sindacali ma è orientata alla più decisa reazione“.

Non è noto, a questo punto, quali decisioni prenderanno i sindacati, ma non sono da escludere altri tipi di scioperi.

Di seguito lo statement diffuso da Amazon: “L’incontro di oggi era stato fissato da tempo al fine di presentare alle Organizzazioni Sindacali il nuovo responsabile del centro di distribuzione di Castel San Giovanni. Abbiamo proposto di spostarlo ad inizio gennaio in modo da far sì che il confronto avvenga in un contesto più sereno e sgombro da pregiudiziali, nel rispetto delle prerogative di entrambe le parti. In Italia così come avviene negli altri Paesi in Europa in cui siamo presenti, manteniamo relazioni con le rappresentanze dei lavoratori e le organizzazioni sindacali; allo stesso tempo manteniamo la nostra politica di porte aperte che incoraggia i dipendenti a trasferire i loro commenti, le loro domande e le loro preoccupazioni direttamente al proprio management team. Crediamo fermamente che questo rapporto diretto sia il modo più efficace per capire e rispondere alle esigenze del nostro personale.”