Scoperta una "culla" di 24 milioni di anni con i denti degli antenati del megalodonte

Scoperta una 'culla' di 24 milioni di anni con i denti degli antenati del megalodonte
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Gli antenati del Megalodonte, i Carcharocles angustidens, erano delle giganti creature preistoriche che avevano bisogno di riunirsi in zone degli oceani miti e calde per permettere ai cuccioli di svilupparsi e diventare grandi abbastanza.

Seppur la loro esistenza è molto discussa, la recente scoperta avvenuta nella formazione geologica della Chandler Bridge Formation nel Carolina del sud sembrerebbe confermare per l'ennesima volta che queste creature esistevano realmente.

Sono stati trovati circa 171 denti risalenti a più di 24 milioni di anni fa. La cosa che non ha affatto sorpreso i ricercatori è stato trovare questi fossili in una zona precisa della costa. Negli scorsi anni sono state localizzate altre due aree in cui si concentrarono un alto numero di denti di squali preistorici:

La scoperta in Carolina del sud pone i Carcharocles angustidens come una delle specie di squalo più antiche, affermatasi negli oceani della Terra tra i 34 e 23 milioni di anni fa. Tuttavia, questo dato non è sufficiente per poter studiare questo gruppo di creature. Gli studiosi, infatti, hanno cominciato ad analizzare ogni singolo dente per poter capire la dieta di questa specie e la sua grandezza.

Inizialmente i ricercatori temevano che i reperti fossero stati selezionati dai cittadini della zona, perché è usuale fra questi andare a cercare denti di squalo e venderli. Più grande il fossile è, migliore è il guadagno. Spesso, infatti, i paleontologi si ritrovano in un sito a dover analizzare solo i denti più piccoli perché i restanti sono stati già "saccheggiati".

In questo caso, fortunatamente, il team di ricerca ha potuto analizzare fossili di varie dimensioni e inserire la grandezza di ciascuno in un'equazione per poter ottenere la lunghezza complessiva della specie in questione. Precedentemente si credeva che il Carcharocles angustidens potesse raggiungere gli 8,47 metri di lunghezza massima, secondo una serie di denti trovati in Nuova Zelanda.

"La massima lunghezza è stata ricalcolata e possiamo affermare che il Carcharocles angustidens poteva raggiungere anche gli 8,85 metri" ha affermatore Addison Miller, ricercatrice e geologa dell'Università di Charleston (nel May).

Da questa media generale della lunghezza, si sono potuti ricavare anche dati approssimativi sulle diverse fasi di crescita della specie. I fossili sono stati catalogati in tre gruppi: il 3% apparteneva a degli infanti, l'89% a giovani esemplari e l'8% a esseri adulti.

Questa catalogazione va a confermare l'idea che il luogo di ritrovamento, durante l'Oligocene (un periodo geologico durante l'era cenozoica), fosse una sorta di "luogo didattico" per insegnare ai giovani esemplari come cacciare e vivere tra le profondità dei misteriosi oceani. Essendo una zona superficiale, i più giovani erano protetti e potevano nutrirsi delle prede frequenti in quelle zone, come tartarughe, tonni, delfini e balene.

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