Scoperta una droga psichedelica che non rischia di mandarti in bad trip

Scoperta una droga psichedelica che non rischia di mandarti in bad trip
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Abbiamo già parlato del fatto che alcune droghe psichedeliche si sono scoperte estremamente utili per combattere alcune malattie psichiatriche, come ad esempio l'MDMA, una droga sintetica, o l'ayahuasca, un mix di erbe amazzoniche con proprietà psichedeliche, entrambe impiegate contro il disturbo da stress post-traumatico.

Sebbene si siano dimostrati così promettenti, i trattamenti psichedelici hanno un grosso problema: gli effetti collaterali potrebbero complicare il recupero. Esiste tuttavia un composto identificato dagli scienziati che può, mentre induce i benefici delle sostanze psichedeliche nel cervello, evitare qualsiasi tipo di "bad trip".

Il bad trip non è altro che un'esperienza di disagio o panico, o entrambi, causata dall'assunzione di sostanze psicoattive, appunto gli psichedelici, in condizioni psicologiche negative o in luoghi, contesti, non rassicuranti che amplificano la brutta esperienza.

La scoperta del composto la dobbiamo a psychLight, un sensore fluorescente geneticamente codificato che è in grado di prevedere se una molecola può attivare i recettori della serotonina, quelli che potrebbero causare allucinazioni.

Si chiama AAZ-A-154 ed è stato testato sui topi. Nei roditori infatti, la sostanza portava ad una attività antidepressiva all'interno del cervello. Purtroppo non ci sono ancora abbastanza dati per sapere se potrebbe avere lo stesso beneficio negli esseri umani.

Un'altra questione che rende perplessi gli scienziati è: potranno i pazienti avere gli stessi effetti benefici degli psichedelici se questi non causano allucinazioni? Alcuni esperti sostengono che siano proprio queste proprietà ad essere curative per le persone, in quanto promuovono una certa plasticità neurale che permette al cervello di ristabilirsi.

"Il problema delle terapie psichedeliche è che richiedono una stretta guida e supervisione da parte di un team medico. Un farmaco che non prova allucinazioni potrebbe essere assunto anche a casa" ha detto David E Olson, professore e coautore dello studio e della scoperta del composto. "Se dimostrato efficace, questo approccio potrebbe portare a un farmaco che funziona con una singola dose."

Questo tipo di farmaco scoperto potrebbe inoltre essere usato per trattare la dipendenza da alcol, quella da fumo e anche la depressione. Sei interessato all'argomento? Allora forse vorrai sapere cosa accade nel cervello delle persone che assumono sostanze psicoattive.

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