Scoperta una nuova specie di insetto all'interno di... feci di dinosauro fossilizzate

Scoperta una nuova specie di insetto all'interno di... feci di dinosauro fossilizzate
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Una nuova specie di coleottero dell’era dei dinosauri è stata scoperta all’interno di un coprolite...ovvero delle feci di dinosauro fossilizzate risalenti a milioni di anni fa.

Spesso, all’interno delle nostre news ci siamo occupati di nuove specie scoperte all’interno di antichissime ambre, risalenti a milioni di anni fa. L’ambra ha il grande vantaggio di riuscire a conservare, al suo interno, insetti o semi in condizioni praticamente perfette, riscendo a far giungere questo materiale biologico fino ai giorni nostri. Tuttavia, in una nuova ricerca, pubblicata sulla rivista Current Biology da scienziati appartenente all’Università di Uppsala in Svezia, è stata illustrata la scoperta di una nuova specie di insetto all’interno non dell’ambra, ma di un coprolite. Un coprolite non è altro che un escremento fossile che apparteneva, probabilmente, alla specie Silesaurus opolensis, con individui che potevano raggiungere anche i 2 metri di lunghezza.

Il coprolite ha un età di circa 230 milioni di anni, quindi l’animale che ha lasciato le deiezioni è vissuto nel Triassico. Grazie ad una tecnica di imaging, denominata microtomografia con radiazione di sincrotone, gli scienziati sono riusciti ad osservare, all’interno del fossile, degli insetti, alcuni dei quali talmente ben conservati che persino le antenne e le zampe, più delicate del resto del corpo, erano perfettamente intatte. Ecco quindi che questo coprolite ha protetto alla perfezione gli insetti, facendoli giungere fino ai giorni nostri. E tra gli insetti ben conservati gli scienziati hanno potuto scoprire una nuova specie di coleottero che hanno denominato Triamyxa coprolitica.

Questo fossile si è conservato in maniera quasi perfetta perché le feci erano ricche di fosfato di calcio e la materia organica ha subito una veloce mineralizzazione grazie ai batteri fecali presenti. E’ probabile che gli insetti presenti all’interno delle feci dell’animale, la maggior parte dei quali risulta essere sminuzzata in maniera più o meno grossolana, fossero stati ingeriti in maniera del tutto accidentale dall’animale che, probabilmente, stava mangiando qualcosa di molto più grosso. Ecco quindi che lo studio di questi coproliti, fossili relativamente comuni, può essere un interessante crogiolo per la scoperta di nuove specie risalenti a centinaia di milioni di anni fa.

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