Alla scoperta dei satelliti naturali di Marte: Phobos e Deimos

Alla scoperta dei satelliti naturali di Marte: Phobos e Deimos
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Nonostante Marte sia così citato (e desiderato) ultimamente, poco "trapela" sui suoi satelliti naturali, Phobos e Deimos (sì, Marte ha due lune). Non hanno nulla di speciale, in confronto alle lune degli altri pianeti del sistema solare, ma le loro caratteristiche sono ugualmente curiose.

La più grande e interna è Phobos, mentre quella più piccola (e più esterna) è Deimos. La prima ha un diametro di 22 chilometri, mentre la seconda di 12 chilometri. Grazie a queste dimensioni, i due satelliti orbitano molto velocemente intorno a Marte: Phobos gira intorno al Pianeta Rosso circa tre volte al giorno, mentre Deimos ogni 30 ore.

I due corpi celesti non sono sferici, ma hanno una forma irregolare e sono disseminati di crateri da impatto. Il più grande cratere di impatto appartiene a Phobos, e viene chiamato Stickney: ha con un diametro di circa 9 chilometri (abbastanza grande da essere visto ad occhio nudo dalla superficie marziana).

Cosa riserva il futuro per i due satelliti marziani? Sfortunatamente per Phobos, quest'ultimo si sta lentamente ma inesorabilmente avvicinando a Marte, di circa 1.8 metri ogni sei anni. Secondo la NASA, continuando con questo ritmo, il satellite si schianterà su Marte entro 50 milioni di anni.

Fino ad allora però, il satellite potrebbe essere usato come punto d'attracco per l'umanità. Quando si trova sul lato opposto di Marte, il corpo celeste può proteggere gli astronauti dalle fatali radiazioni solari. Deimos invece? Vista la sua lontananza, non rischia alcunché nei prossimi milioni di anni.

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