Scoperta nuova specie di mammifero biofluorescente: la lepre che si illumina al buio

Scoperta nuova specie di mammifero biofluorescente: la lepre che si illumina al buio
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La fluorescenza è l'attributo di alcune sostanze di assorbire radiazioni UV, per emetterle nello spettro del visibile, sotto forma di luminescenza. Un esempio di fluorescenza sono i favi delle vespe che brillano al buio. Un recente studio ha individuato un’altra specie dotata di questa caratteristica, la lepre che si illumina al buio.

Il team di ricerca, guidato da Erik R. Olson, professore al Northland College di Ashland, Wisconsin, ha individuato una nuova specie di mammifero fluorescente, la lepre saltatrice cafra, durante l’analisi di alcuni esemplari di scoiattoli del Field Museum di Chicago.

"Abbiamo visto questa biofluorescenza rosa-arancione nei cassetti, ed è stato un momento emozionante", ha dichiarato Olson e continuando "Vedere qualcosa del genere, probabilmente per la prima volta, ha davvero alimentato il fuoco della curiosità".

La specie in esame, comunemente nota come springhares, è costituita da piccoli mammiferi roditori localizzati in Africa. La pelliccia degli esemplari assorbe luce ultravioletta, emettendo colorazioni rosa e arancio molto vivide che, secondo i ricercatori, sono diverse "rispetto alla biofluorescenza trovata in altri mammiferi".

La fluorescenza è una caratteristica riscontrabile in diverse specie di invertebrati, rettili, anfibi, pesci e uccelli e solo poche specie di mammiferi la presentano. Tra questi ricordiamo mammiferi prevalentemente notturni come gli scoiattoli volanti, opossum, ornitorinchi e i biofluorescenti vombati.

I ricercatori hanno analizzato 14 esemplari del museo e 6 allevati in cattività, riscontrando che, sotto la luce UV, la pelliccia marrone si illumina in strisce e chiazze di colori molto accesi.

"Sia i campioni maschili che quelli femminili hanno mostrato fluorescenza nelle stesse regioni e con la stessa intensità" dichiarano gli autori dello studio.

I ricercatori hanno evidenziato che le colorazioni brillanti dei roditori sono provocate da composti chiamati porfirine, nello specifico si tratta della coproporfirina e dell’uroporfirina. Questi composti, infatti, sono responsabili della colorazione, poiché emettono fluorescenza nello spettro giallo, arancione e rosso.

Una differenza riscontrata dagli altri mammiferi dotati di fluorescenza è la differenza nei motivi luminescenti, molto variabili e irregolari, i quali cambiano a seconda dell’esemplare analizzato.

Un’ipotesi avanzata dai ricercatori sull’atipica fluorescenza del manto sarebbe la sua utilità come forma di mimetismo, utile per confondere i predatori sensibili ai raggi UV.

In ultimo, gli scienziati fanno notare che la biofluorescenza è una caratteristica riscontrata prevalentemente in mammiferi notturni, corroborando l’idea che sia maggiormente diffusa tra le specie crepuscolari e attive dopo il tramonto. "Ma è ancora necessaria una valutazione approfondita di una più ampia suite di specie per determinare se è effettivamente più comune in questo gruppo o meno" conclude Olson.

Di seguito vi proponiamo un'immagine, prodotta dai ricercatori del Northland College, che raffigura l'appariscente manto di un esemplare.

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