Alla scoperta del T. rex: il più feroce carnivoro al tempo dei dinosauri

Alla scoperta del T. rex: il più feroce carnivoro al tempo dei dinosauri
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Immaginate di trovarvi su una jeep oltre una recinzione elettrica e, ad un tratto, scorgere delle ondine concentriche formarsi sulla superficie liquida del bicchiere di fronte a voi. Siamo d'accordo su cosa ci aspettiamo che spunti da un momento all’altro, giusto? L’essere che vi trovereste di fronte è il possente Tyrannosaurus rex.

Questo immaginario, creato dalla pellicola hollywoodiana Jurassic Park, ci ha dato un piccolo assaggio di cosa potrebbe aver significato trovarsi un T. rex di fronte. Ma come era fatta questa creatura?

Si trattava di una delle più grandi e feroci specie di dinosauro teropode mai vissute sulla terra, il cui areale era localizzato nelle zone boschive dell’odierno Nord America, durante il Cretaceo superiore, ovvero 68 milioni di anni fa.

Tutte le conoscenze che possediamo sul T.rex lo rendono una creatura molto famosa, seppur in continua scoperta, grazie ai frequenti ritrovamenti fossili che caratterizzano la specie. Questi resti permettono agli scienziati di analizzarne i dati biometrici e valutarne non solo le caratteristiche fisiche ma anche i comportamenti.

Il T. rex era alto circa 4 metri e lungo 12, con un peso che poteva raggiungere le 8 tonnellate. Possedeva una struttura fisica impressionante, su cui torreggiava una testa robusta, dotata di mascelle dalla poderosa muscolatura che gli permettevano di sferrare dei morsi micidiali, la cui forza è stata stimata in 6 tonnellate di pressione. Inoltre, era piena di denti seghettati, lunghi circa 20 cm.

A controbilanciare queste spaventose caratteristiche, possedeva braccia minuscole. Di questi piccoli arti gli studiosi sono ancora impegnati ad identificarne la funzione. Infatti, alcuni le attribuiscono ad un avanzo evolutivo, altri pensano che lo aiutassero ad afferrare il partner durante l’accoppiamento, o ancora che potrebbero essere servite per dilaniare le prede, bloccate dalla presa del morso. Inoltre, pur avendo robusti arti posteriori non era affatto veloce, potendo raggiungere una velocità massima di appena 20 km/h, oltre la quale la struttura ossea si sarebbe frantumata.

Da un punto di vista alimentare era sia un temibile cacciatore, grazie al suo straordinario olfatto, che un saprofago, approfittando delle carcasse, e non di rado sembrava indulgere al cannibalismo.

Questa strabiliante specie, il cui numero di esemplari vissuti è davvero notevole, scomparve in concomitanza con l’evento di estinzione di massa che ha decimato le forme di vita sulla terra, circa 66 milioni di anni fa, nel periodo del tramonto dell’epoca dei dinosauri.

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