Scoperta una nuova tempesta esagonale che si scatena al polo nord di Saturno

Scoperta una nuova tempesta esagonale che si scatena al polo nord di Saturno
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Una tempesta esagonale in prossimità del polo nord di Saturno era già stata scoperta dalla sonda spaziale Voyager nel 1980. Grazie ai dati della sonda spaziale Cassini è stata scoperta una nuova tempesta esagonale praticamente sovrapposta alla prima, ovvero ad un'altezza maggiore rispetto al centro del pianeta.

L'animazione della tempesta può essere visionata a questo link della NASA. La particolare forma assunta dall'atmosfera dell'emisfero settentrionale non era visibile quando Cassini arrivò nel sistema di Saturno nel lontano 2004. Infatti in quella data l'emisfero si trovava nel periodo invernale, e la temperatura era troppo bassa (circa -158 °C) affinché lo strumento CIRS (Composite Infrared Spectrometer) potesse rilevare con precisione accettabile la radiazione infrarossa.

Come si vede chiaramente nell'immagine in fondo alla news, è stato necessario aspettare il periodo estivo per identificare la tempesta esagonale. Questa si trova a centinaia di chilometri al di sopra delle nuvole, nella zona chiamata stratosfera, e va a sovrapporsi alla famosa tempesta esagonale già nota dalle scoperte di Voyager, che potete invece ammirare nella foto di copertina.

La tempesta esagonale va quindi a configurarsi come una struttura a forma di torre che si sviluppa in altezza per centinaia di chilometri. Sembra che ci siano tutti gli ingredienti per supporre che le due tempeste siano collegate l'una all'altra.

La missione Cassini, terminata il 15 settembre 2017, è nata dalla cooperazione della NASA, dell'ESA e dell'italiana ASI. Il satellite è stato guidado dalla NASA presso il JPL (Jet Propulsion Laboratory) in Pasadena, California.

Le tappe più importanti del viaggio della sonda spaziale Cassini le trovate negli speciali sul suo ultimo bacio a Titano, insieme a quelle sul mondo acquatico sotto la crosta ghiacciata di Encelado, sulla particolare illusione ottica generata sui suoi anelli, sulla decisione della NASA di distruggere la sonda, su un piccolo riassunto delle scoperte più rilevanti e i suoi ultimi istanti di vita. Nel prossimo link trovate l'ultima foto di Cassini condivisa dalla NASA.

FONTE: esa
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