Scoperta Wolfe Disk, la galassia più lontana di sempre che sfida le teorie stellari

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La maggior parte delle galassie, come la Via Lattea, si formò gradualmente dall'inizio dell'Universo, raggiungendo la loro grande massa relativamente tardi. Tuttavia, è stata osservata una galassia formata quando l'universo era solo al 10% della sua età attuale, una scoperta che sfida i tradizionali modelli di formazione delle galassie.

Si chiama DLA0817g, soprannominata Wolfe Disk, ed è la galassia a disco rotante più distante mai osservata. L'impareggiabile potenza dell'Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA) ha permesso di vedere questa galassia girare a 272 chilometri al secondo, simile alla Via Lattea. "Mentre studi precedenti hanno accennato all'esistenza di queste galassie di dischi ricchi di gas a rotazione iniziale, grazie ad ALMA ora abbiamo prove inequivocabili che si verificano già 1,5 miliardi di anni dopo il Big Bang", dichiara l'autore principale dello studio, Marcel Neeleman del Max Planck Institute for Astronomy a Heidelberg, Germania.

Si tratta di una scoperta che scuote le fondamenta delle teorie della formazione delle galassie, che prevede che le galassie con un massa del genere siano cresciute attraverso molte fusioni di piccole strutture cosmiche e grumi di gas caldi. "La maggior parte delle galassie che troviamo nelle prime fasi dell'universo assomigliano a disastri ferroviari perché sono state oggetto di una fusione coerente e spesso violenta", continua Neeleman. "Queste fusioni a caldo rendono difficile formare dischi ben ordinati, rotanti a freddo, come osserviamo nel nostro universo attuale."

Nella maggior parte degli scenari di formazione di galassie, queste strutture iniziarono a mostrare un disco ben formato solo circa 6 miliardi di anni dopo il Big Bang. Il Wolfe Disk, invece, si è formato solamente 1,5 miliardi di anni dopo il Big Bang, un fatto shoccante per molti astronomi. "Questa osservazione incarna il modo in cui la nostra comprensione dell'universo viene migliorata con la sensibilità avanzata che ALMA offre alla radioastronomia", aggiunge infine Joe Pesce, direttore del programma di astronomia della National Science Foundation, che finanzia il telescopio. "ALMA ci consente di fare nuove scoperte inaspettate con quasi ogni osservazione."

FONTE: phys.org
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