Scoperte le più antiche impronte di Homo sapiens fuori dall'Africa

Scoperte le più antiche impronte di Homo sapiens fuori dall'Africa
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Sono state scoperte le più antiche impronte, al di fuori dell’Africa, dei nostri antenati Homo sapiens nei pressi di un vecchio lago nella Penisola Arabica.

La storia sull'origine dell’uomo e sulla sua diffusione in tutto il globo ha, da sempre, un fascino particolare. Conoscere le nostre origini e come è nato l’uomo e si è distribuito in tutto il mondo è oggetto di intenso studio da parte di scienziati di tutto il globo. Ed ecco che alla storia dell’uomo si aggiunge un nuovo tassello, una nuova scoperta, che vede protagonisti gli scienziati del Max Planck Institutes for Chemical Ecology and the Science of Human History. Dove un tempo vi era un lago, nella Penisola Arabica, sono state scoperte delle impronte di Homo sapiens risalenti a circa 120.000 anni fa. Queste impronte, probabilmente, sono le più antiche ritrovate al di fuori dell’Africa. Nello stesso luogo sono state trovate anche impronte di altri animali come, per esempio, elefanti, ippopotami e cammelli.

In totale, il numero di impronte trovate raggiunge quota 376 ma solo 7 di queste appartengono ai nostri antenati. All'epoca questa zona doveva essere estremamente verde e lussureggiante, difficile pensarlo visto che oggi quel lago fossile e quelle impronte si trovano nell'arido deserto di Nefud. L’importanza di questa scoperta va ricercata nel fatto che proprio 120.000 anni fa i primi uomini abbandonarono l’Africa per spingersi in terre sempre più lontane, colonizzando lentamente tutto il mondo. Ecco quindi che queste impronte sono una fotografia, una istantanea, che documenta quel periodo. Il fatto che vi siano impronte di altri animali non sorprende.

Il lago, infatti, doveva essere una fonte di acqua pulita per tutti gli animali, uomo compreso, che vivevano in quelle zone. Non solo. Analizzando i sedimenti del lago, gli scienziati sono arrivati alla conclusione che quelle zone erano delle savane, non dissimili da quelle del nostro tempo e che, al momento in cui sono state lasciate le impronte, stava per sopraggiungere la stagione secca. Il lago, infatti, si stava prosciugando e umani e animali si stavano rifornendo di acqua proprio per affrontare la stagione secca in procinto di arrivare.

Credit immagine Stewart et Al, 2020

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