Scoperte prove degli spietati combattimenti tra T.rex: erano gli unici in grado di ferirsi

Scoperte prove degli spietati combattimenti tra T.rex: erano gli unici in grado di ferirsi
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La fama del T.rex è nota in tutto il mondo e con essa le sue inaudite doti fisiche: possente mascella costellata di enormi fauci, muscolatura ipersviluppata ed uno degli olfatti più affilati di sempre. Si tratta del più feroce carnivoro al tempo dei dinosauri e, dall'analisi dei fossili, sembra si cimentasse in spietati combattimenti tra simili.

Un'equipe scientifica dell’Università di Cambridge, dall’analisi di centinaia di fossili di Tyrannosaurus rex, ha individuato la presenza di ferite e cicatrici sui teschi degli esemplari, che potrebbero provare l’attitudine della specie a fronteggiare i propri simili.

Dallo studio delle cicatrici, i ricercatori hanno constatato che l’altezza e la distanza tra i denti, artefici delle lesioni, sembrano corrispondere ad attacchi di esemplari della stessa specie. Una riprova di ciò sarebbe l’impossibilità per le specie del tempo, più piccole del titanico predatore, di poterlo ferire e, di conseguenza, provocare le cicatrici stesse.

Inoltre, sembra fosse un comportamento comune, riscontrato nel 60% di adulti, ma non necessariamente mortale. Le ferite inferte sui crani, infatti, appaiono rimarginate, suggerendo che i morsi non erano stati fatali e che si trattava di un comportamento comune per gli esemplari adulti.

In aggiunta alle lesioni ritrovate sui maschi adulti, che confessano una feroce rivalità territoriale per le risorse, anche sugli esemplari femmina sono state osservate ferite affini. In questo caso, però, avevano l’aspetto di morsi, il che permetterebbe di includere il comportamento nello spettro delle manifestazioni di corteggiamento.

In merito alle cause di questo comportamento, gli autori dello studio affermano "La ragione per l'istigazione al comportamento di mordere la faccia è sconosciuta, ma potrebbe essere correlata a concorsi per territorio, risorse o compagni; stabilire una gerarchia di dominio; o rituali di corteggiamento".

Queste ipotesi sono supportate anche da svariati ritrovamenti fossili, i quali mostrano le fauci di tirannosauri conficcate nei teschi di esemplari della stessa specie, confessando in tal modo gli efferati scontri.

Analizzando i dati biometrici delle ferite craniche, gli studiosi hanno potuto verificare dei modelli comportamentali associati alle “aggressioni”, che si basavano su oscillazione dell’enorme testa, le cui mascelle si spalancavano nel tentativo di afferrare il cranio avversario.

Nel mondo animale odierno, sono diversi gli esempi di un comportamento affine. Specie come coccodrilli, salamandre e alligatori attuano questo tipo di comportamenti aggressivi e mordaci.

Lo studio sull’antico predatore rappresenta l’ennesima svolta per la comprensione di uno dei più grandi carnivori mai vissuti sulla Terra (pur non essendo esente da un problema di salute molto comune ai giorni nostri). Ma, frenando l'eccessivo entusiasmo, i ricercatori fanno notare che, per il momento, si tratta di congetture e che gli studi andranno meglio approfonditi ed ampliati.

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