Scoperti 18.000 "quaderni" risalenti all'antico Egitto: a cosa servivano?

Scoperti 18.000 'quaderni' risalenti all'antico Egitto: a cosa servivano?
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Di scoperte incredibili l’Egitto ce ne ha date tante. Un caso eclatante è stato il feto conservato “in salamoia” dentro una mummia. Oggi, invece, la storia è meno bizzarra e più normale: gli archeologi hanno infatti scoperto la più grande collezione di 'bloc notes' dell'antico Egitto. Ma a cosa servivano?

Al contrario del possibile pensiero di alcuni, questa serie di “quaderni” non è realizzata con i papiri, bensì con dei frammenti di ceramica detti “ostrakon” o “ostraca”, particolarmente economici e accessibili in quanto potevano essere presi dai resti di vasi rotti. La collezione in questione conta oltre 18.000 pezzi di ceramica con iscrizioni, alcuni dei quali sembrano essere stati scritti da studenti, nella città perduta di Athribis.

Osservando attentamente le scritture, la maggior parte sembra essere legata a un’antica scuola: oltre 100 ostraca sono ricoperti da esercizi di scrittura ripetitivi, altri invece contengono quelle che sembrano essere liste della spesa o altre prove di scrittura. In gran parte le note sono scritte in demotico, scrittura amministrativa vista durante il regno di Tolomeo XII (il padre di Cleopatra, per intenderci) utilizzata molto in quanto forma semplificata di geroglifico. Tuttavia, si notano anche ostrakon in greco, arabo e copto, segno della multiculturalità della città stessa.

In certi cocci si notano illustrazioni dedicate a divinità come Thoth, dio della saggezza, e ricevute commerciali. Insomma, questi ostraca trovati ad Athribis ci insegnano molto riguardo la vita quotidiana nell’antico Egitto, e chissà se tale scoperta ci porterà verso altre novità ulteriori.

Direttamente dal mondo antico, ecco due sfingi giganti scoperte dentro il tempio di un faraone.

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