Scoperti a Pompei i curiosi utensili di una maga schiava dell'epoca

Scoperti a Pompei i curiosi utensili di una maga schiava dell'epoca
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La città di Pompei, sepolta dall'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., continua a riservare sorprese ed enigmi, mantenendo la sua aura di fascino fin da quando fu scoperta nel 18° secolo.

Ed è degli ultimi giorni la scoperta di quello che si pensa possa essere il tesoretto di uno stregone romano: una serie di ninnoli probabilmente utilizzati per lanciare incantesimi.

La scoperta è avvenuto nella Casa del Giardino, l'abitazione di un ricco patrizio nella quale, inoltre, sono stati rinvenuti dieci corpi tra uomini, donne e bambini.

Della scatola di legno che li conteneva sono rimasti solo i manici di bronzo ma a catalizzare l'attenzione sono una serie di oggetti di cristallo, argilla, pietre semipreziose oltre a curiosi scarabei, oggetti tipicamente mediorientali.

Oltre a questi, è emersa una perla di vetro con effige in onore del dio romano del vino e dell'estasi, Dioniso, e vari oggetti modellati a bambole, campanelle, teschi e persino peni in miniatura.

Il rinvenimento è avvenuto nella zona della casa in cui vivevano gli schiavi o i servi, dunque si crede che siano appertenuti ad uno di loro.

Lo studio dell'iconografia ha permesso di comprenderne l'eventuale utilizzo. Molti oggetti erano portafortuna, armi contro il malocchio, o veri e propri incantesimi arcaici.

In particolare, le piccole campane servivano per spaventare gli spiriti maligni, mentre gli altri venivano probabilmente adoperati in rituali della fertilità, legati alla seduzione, al parto e al matrimonio, e ciò fa presumere che appartenessero, in particolare, ad una donna.

Nell'antica Roma la "magia" era indubbiamente diffusa ma non socialmente accettata. Si tratta comunque di oggetti della quotidianità del mondo femminile, come ha confermato il direttore del sito archeologico, il dottor Osanna.

L'importanza della scoperta è palese: apre gli occhi su una realtà popolare, sulla vita quotidiana delle genti di un tempo, in particolare di coloro che non godevano di uno status quo elevato.

E se è vero che erano utilizzati per pratiche magiche, ciò conferma l'importanza del ruolo della magia e della superstizione tra gli antichi Romani.

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