Scoperto nuovo farmaco contro la depressione: si tratta di uno stupefacente

Scoperto nuovo farmaco contro la depressione: si tratta di uno stupefacente
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La ketamina è un farmaco anestetico che, un tempo, era utilizzato come sedativo veterinario e a scopo ludico, a causa dei suoi effetti stupefacenti e allucinogeni. Uno studio, pubblicato su Molecular Psychiatry, ha analizzato l’effetto della sostanza, scoprendone alcune doti benefiche nel combattere i sintomi psichiatrici della depressione.

Secondo lo studio, il farmaco inibisce la produzione di glutammato, neurotrasmettitore noto per essere associato a condizioni di stress. La diminuzione dei livelli di glutammato riduce l'iperstimolazione dei neuroni.

Per Svenningsson, autore dello studio, in relazione a questi riscontri, ha dichiarato "L'elevato rilascio di glutammato è stato collegato a stress, depressione e altri disturbi dell'umore, quindi livelli di glutammato abbassati possono spiegare alcuni degli effetti della ketamina”.

Nel corso della sperimentazione, l’equipe di ricerca, iniettando la sostanza nei topi, ha monitorato l’effetto della ketamina nella specie murina. L’analisi preliminare dei dati ha mostrato che i livelli di glutammato erano rapidamente calati, portando ad una notevole attenuazione dei sintomi della depressione.

Analisi più approfondite della trasmissione del sistema nervoso centrale, hanno evidenziato che la ketamina risulta efficace nell'attivazione dei recettori AMPA dei neuroni postsinaptici, i quali sono il bersaglio del glutammato prodotto dai neuroni presinaptici. L’attivazione di questi recettori ha permesso la secrezione di un altro neurotrasmettitore, l’adenosina, dotato di capacità inibitorie e sedative del sistema nervoso centrale, che si lega ai neuroni presinaptici, impedendogli di rilasciare il glutammato.

Dopo l’iniezione della ketamina il gruppo di ricerca ha rilevato una chiara diminuzione dei livelli di glutammato nel cervello degli animali, che hanno mostrato una ripresa immediata, in circa 30 minuti, dai sintomi della depressione.

Alla luce di questi dati, i ricercatori affermano che i risultati ottenuti potrebbero essere, in futuro, un valido supporto psichiatrico. Ciò porterebbe alla sostituzione degli attuali farmaci, che agiscono sui meccanismi di ricaptazione della serotonina, grazie allo sviluppo di nuove tipologie di antidepressivi.

Questi, adottando il medesimo meccanismo riscontrato negli esperimenti, permetterebbero lo sviluppo di sostanze dal medesimo effetto della ketamina, senza produrre la moltitudine di effetti collaterali tipici. Tra questi, infatti, troviamo vertigini, torpore agli arti, perdita di coordinazione motoria e della percezione sensoriale, ipotermia e rigidità muscolare, fino a portare, in casi di estremo sovradosaggio, a morte per arresto cardiaco.

Lo studio di questa sostanza allucinogena potrebbe anche invogliare l'analisi di altri tipi di stupefacenti in ambito medico, come la cannabis (forse usata dai vichinghi durante l'esplorazione del nord America) o altre sostanze stupefacenti consumate da antiche popolazioni indigene.

FONTE: Iflscience
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