E' stato confermato che i guerrieri dell'Età del Ferro piegavano le spade dei loro nemici

E' stato confermato che i guerrieri dell'Età del Ferro piegavano le spade dei loro nemici
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Un gruppo di ricercatori dell'Associazione regionale della Vestfalia-Lippe (la LWL), muniti di metal detector, ha riportato alla luce quello che è stato definito uno dei bottini d'armi antiche più grande dell'intera Germania. Tra i 150 oggetti presenti, vi erano delle spade piegate che hanno suscitato la curiosità del mondo accademico.

Il tutto è iniziato intorno agli anni '50 del Novecento, quando venne scoperta una fortezza antica risalente all'Età del Ferro nella montagna di Wilzenberg (Renania settentrionale-Vestfalia, Germania), proprio dove doveva essere costruito padiglione.

Come per tanti altri reperti sparsi per il mondo, dei semplici operai presenti sul sito trovarono per pura casualità le punte di due lance. Dopo quel ritrovamento, non si avviarono delle spedizioni di scavo fino al 2013 e nel biennio 2018-2020 gli studiosi hanno intensificato le ricerche, trovando i restanti tesori.

Analizzando la maggior parte dei resti ritrovati e il suolo, si è dedotto che il sito fosse stato meta di pellegrinaggio, sia religioso che non, in un'era tra il 300 a.C. e la nascita di Cristo.

Considerando l'epoca, gli storici hanno ipotizzato, inizialmente, che gli oggetti potessero appartenere a delle comunità celtiche, anche se, notoriamente, la fortezza di Wilzenberg non era uno dei loro centri di potere.

Nella teoria, quest'ipotesi sarebbe confermata proprio da quelle armi piegate che hanno tanto incuriosito gli studiosi. Era abitudine dei Celti, infatti, danneggiare in questo modo le spade dei propri nemici, come ultimo gesto simbolico per celebrare la vittoria in battaglia.

Gli esperti, però, hanno propeso, alla fine, su una teoria più precisa: chiunque avesse usato tutti i reperti trovati non era necessariamente originario della civiltà celtica, ma di una qualche comunità germanofona - probabilmente vicina alle tradizioni belliche dei Celti.

Un ulteriore dubbio è sorto, tuttavia, nel momento del ritrovamento: è possibile che, viste le spade piegate, Wilzenberg e la sua roccaforte fossero state coinvolte in un qualche tipo di battaglia o guerra?

E' difficile dirlo, in questo momento. Non potendo datare con precisione ogni singolo oggetto e per via dell'assenza di possibili prove tangibili di un qualsiasi scontro, gli storici hanno ipotizzato, per ora, che i danni presenti nelle armi non fossero stati inflitti su un campo di battaglia situato a Wilzenberg. E' possibile, invece, che siano state sepolte lì dopo essere state usate in un qualche altro luogo.

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