Scoperto un super batterio nelle radici capace di sintetizzare un potente antibiotico

Scoperto un super batterio nelle radici capace di sintetizzare un potente antibiotico
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Scienziati della Rutgers University e di altre parti del mondo hanno scoperto l’esistenza di un batterio che aiuta alcune piante del Messico a crescere in maniera più rigogliosa e, grazie alla secrezione di un antibatterico, questo microrganismo tiene lontano dalle radice altri batteri potenzialmente patogeni per la pianta.

Il batterio scoperto appartiene ai Rhizobium. Queste cellule che si trovano all’altezza del suolo sono molto importanti per la pianta, e quello che è stato scoperto non fa eccezione. Il batterio è stato trovato nella foresta di Los Tuxtlas, all’interno delle radici, come simbionte, di una pianta chiamata Phaseolus vulgaris.

Questo microrganismo instaura con la pianta una simbiosi molto stretta, con le sue radici, in particolare, tanto che si formano, all’interno delle radici stesse, dei noduli che ospitano il simbionte. La pianta, da questo scambio, riceve azoto, un atomo molto importante per lo sviluppo dell’organismo vegetale che, a sua volta, fornisce al batterio del cibo.

A quanto sembra, però, questo batterio, oltre a fornire alla pianta l’indispensabile azoto, la tiene al sicuro da altri batteri, potenzialmente patogeni, perché produce un antibiotico. Il nome di questa sostanza antibiotica è Phazolicin, in onore alla pianta nella quale è stata scoperta.

Grazie a questo duplice sistema, il batterio in questione terrebbe la pianta in salute perché provvede a fornire azoto molecolare ma la difende, anche, da tutti quei batteri patogeni che sono sensibili alla phazolina. Questa sostanza è stata individuata dapprima usando l’analisi computerizzata con software appositi, quindi è stata scoperta ed estratta dal batterio.

Gli scienziati hanno potuto così capire che l’antibiotico colpisce i ribosomi dei batteri patogeni, bloccando in questo modo la formazioni di nuove proteine, portando così il batterio patogeno, probabilmente, alla morte.

Questo studio potrebbe far sviluppare nuovi modi per avere coltivazioni di specie vegetali più forti, più durevoli, senza l’utilizzo di antibiotici sintetizzati in laboratorio.

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