Scopriamo 3 personaggi che hanno "perso la testa" per la Rivoluzione Francese

Scopriamo 3 personaggi che hanno 'perso la testa' per la Rivoluzione Francese
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La Rivoluzione francese iniziò nel 1789 e rappresentò uno dei momenti più cruciali nella storia dell'Europa moderna. In un contesto così delicato, alcuni personaggi emersero, marcando con la loro morte gli eventi principali di quel breve periodo. Proveremo ad analizzarne 3, di visioni politiche completamente diverse, ma tutti egualmente importanti.

  • Luigi XVI

Sovrano di Francia, Luigi XVI era visto come l'emblema della monarchia assoluta e di un sistema tiranno che preferiva arricchirsi piuttosto che aiutare la popolazione più povera.

Se al forte indebitamento della corona, aggiungiamo anche che la classe nobiliare tendeva sempre più a rifugiarsi nella lussureggiante reggia di Versailles, piuttosto che trovare risoluzioni per risanare la nazione, allora otteniamo il perfetto contesto socio-economico per spingere le frange sociali più semplici a ribellarsi.

Luigi XVI, conscio delle difficoltà del regnare in una situazione del genere, provò a riunire gli Stati Generali dopo ben 175 anni. Questo organo rappresentativo era una sorta di Parlamento diviso in tre macro-gruppi (clero, nobiltà e "Terzo Stato") e il cui obiettivo era provare a sistemare la grave crisi interna.

Una serie di eventi nefasti, tuttavia, portò il Terzo Stato e membri "illuminati" a distaccarsi e creare l'Assemblea Nazionale, che, in pochi giorni, costrinse il re ad arrendersi e rinunciare alla propria corona.

Era il 21 Settembre 1793 quando la monarchia assoluta venne definitivamente abolita e venne instaurata la prima di numerose repubbliche francesi. Come sappiamo, pochi mesi dopo la Convenzione nazionale (che andava a sostituire l'Assemblea nazionale) condannò per tradimento il re alla ghigliottina - sancendo, così, una nuova era per la Francia.

  • Charlotte Corday

Ammiratrice di Rousseau, Charlotte Corday, al contrario della sua famiglia, credeva nei valori della rivoluzione. Tuttavia, il forte idealismo della donna dovette andare a scontrarsi con il Regime del Terrore, diretta espressione del giacobinismo - un movimento e un'ideologia politica che voleva portare avanti riforme radicali, anche attraverso l'uso della violenza indiscriminata.

Per questo motivo, non fu difficile per Corday capire da quale parte stare: si affiliò con i Girondini, un gruppo politico della Convenzione nazionale più liberale e "moderato". Col tempo, la ragazza iniziò a vedere in Jean-Paul Marat (presidente dei Giacobini) il simbolo di un periodo sanguinario della rivoluzione a cui qualcuno avrebbe dovuto mettere un punto.

Il 9 Luglio del 1793 Corday decise di presentarsi alla porta di casa del suo "nemico" e riuscì ad assassinarlo nella sua vasca bagno. Fu sicuramente un gesto suicida, ma che, nella visione del mondo della rivoluzionaria, avrebbe posto fine alla tirannia giacobina.

  • Maximilien Robespierre

Una delle figure più importanti della rivoluzione francese fu Robespierre, perché le sue idee riformiste per buttare giù la monarchia ed instaurare una democrazia fecero breccia nel cuore e nelle menti di molti cittadini parigini.

Presentatosi come presidente del gruppo dei Giacobini, iniziò a battersi per proclamare la nuova Repubblica. Tuttavia, come ci mostra la storia di Charlotte Corday, il gruppo a cui faceva capo l'ex-avvocato tutto era tranne che "moderato".

Con la nascita del Regime di Terrore e del Comitato di salute pubblica, di cui Robespierre era presidente, la Francia iniziò ad essere guidata, in maniera capillare, proprio da quest'ultimo e chiunque vi si opponesse andava incontro alla morte.

Ad ogni momento di gloria, però, ve ne è anche uno in cui la stella è destinata a precipitare. Il governo autocratico perse la sua popolarità e così anche le più importanti figure giacobine. Sarà la stessa Convenzione nazionale, nel 1794, a voltare le spalle a Robespierre, arrestandolo e condannandolo alla ghigliottina.

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