Scopriamo quali furono i fattori che portarono allo scoppio della guerra di Corea

Scopriamo quali furono i fattori che portarono allo scoppio della guerra di Corea
INFORMAZIONI SCHEDA
di

La guerra di Corea venne combattuta tra il 1950 e il 1953. Persino oggi questo conflitto passa alla storia come uno dei più determinanti nella fase più acuta della Guerra Fredda e i fattori che portarono la penisola coreana alla sua divisione hanno tutt'ora un'enorme influenza.

Molti storici si riferiscono a questo scontro come una semplice guerra civile, ma in realtà cela interessi sovranazionali che, inevitabilmente, si legarono alle ambizioni delle due grandi superpotenze del XX secolo, ossia Stati Uniti ed Unione Sovietica.

Per comprendere i fattori che portarono i cittadini coreani a combattere gli uni contro gli altri, bisogna tornare indietro nel tempo, agli inizi del Novecento.

Per secoli la Corea riuscì a mantenere un'unità territoriale abbastanza stabile, seppur perennemente minacciata da due storici nemici: la Cina e il Giappone. Il regno coreano divenne, per la prima volta, un vero e proprio dominio dopo la guerra russo-giapponese del 1904-1905.

Da quel momento in poi, l'impero nipponico mantenne un rigido controllo su tutta la Corea, esercitando una forma di potere dittatoriale che aveva come obiettivo principale il cancellare secoli di tradizioni, lingua e storia.

Questa situazione cambiò, ovviamente, con la resa incondizionata del Giappone dopo lo sgancio delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki nel 1945. Lì, i possedimenti coloniali giapponesi passarono nelle mani dei due grandi alleati, gli Stati Uniti e la Russia.

I due, ideologicamente e politicamente posti su due poli opposti, decisero di separare la penisola coreana in due grandi aree di influenza - tracciando un confine netto lungo il 38esimo parallelo. Nacquero, così, la Corea del Nord e quella del Sud.

Ovviamente, come in Africa e negli altri territori asiatici, la demarcazione dei confini non prendeva in considerazione la storia e la cultura nazionale della Corea, intesa come entità unitaria. Di conseguenza, i due nuovi macro-territori si videro catapultati da una realtà che negava loro qualsiasi forma d'identità propria ad una in cui non avevano altra scelta se non inginocchiarsi al volere delle due superpotenze.

Questo, ovviamente, portò ad una radicalizzazione del pensiero politico da ambo le parti. Accumunate dall'idea che la penisola dovesse essere riunita, sorsero tensioni diplomatiche tra la Corea del Nord e quella del Sud su quale tipo di governo, nella teoria, avrebbe dovuto guidare la nazione unita.

Tra il 1948 e il 1950, l'ONU, principalmente spinta dalle ambizioni politiche statunitensi, promosse un'elezione nazionale per far decidere a tutti i cittadini coreani il loro futuro. A questo referendum, tuttavia, non prese parte il Nord, guidato da Kim Il Sung, un fervente comunista.

Quest'ultimo, nel 1949, decise di recarsi a Mosca per un incontro con Stalin, al fine di chiedergli supporto militare per una prossima invasione. Sempre nel '49, i sovietici riuscirono anche a far detonare la loro prima bomba atomica e la guerra civile in Cina si concluse con l'ascesa di Mao Zedong.

L'insieme di questi eventi e la crescita esponenziale delle forze comuniste spinsero la fiducia Il Sung, che varcò il confine coreano il 25 giugno del 1950.

Gli Stati Uniti, inizialmente, volevano tenersi fuori da qualsiasi questione nazionale dentro la penisola coreana. L'avanzata del cosiddetto "imperialismo comunista", però, si fece evidente con la mossa militare del capo di Pyongyang e fu, quindi, inevitabile per Harry Truman spedire parte delle truppe statunitensi, guidate dal generale Douglas MacArthur, per aiutare i propri alleati di Seoul.

FONTE: History
Quanto è interessante?
2