Scopriamo il perché il rosso è associato ai repubblicani e il blu ai democratici

Scopriamo il perché il rosso è associato ai repubblicani e il blu ai democratici
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Associare dei colori ad un partito è un'iniziativa presa solo di recente nella politica statunitense. Dal 2000, per una semplice scelta grafica delle testate giornalistiche, il partito repubblicano è stato associato al rosso, mentre quello democratico al blu. Eppure questi due colori complementari sembrano avere una storia molto più profonda.

Furono il The New York Times e il USA Today, due importanti giornali statunitensi, a decidere di colorare le mappe dei collegi elettorali vinti dai partiti di George W. Bush e Albert Arnold Gore Jr. nel primo anno del XXI secolo. Secondo il The Verge, la loro scelta fu totalmente arbitraria e priva di qualsiasi doppio intento.

"'Rosso' inizia con la 'r' e così anche la parola 'Repubblicano'. Ci è sembrato abbastanza naturale, quindi, associare i due" affermò l'editore grafico del The New York Times, Archie Tse, in un'intervista del The Verge.

Tuttavia, questa scelta fu insolita agli occhi di noi europei, che abbiamo sempre associato i partiti promotori di ideologie di sinistra al rosso e il blu a tutti coloro che portavano avanti politiche indirizzate alla destra. Storicamente, da noi l'unione colore-partito è sempre rimasta abbastanza costante. Al contrario, negli Stati Uniti non fu così.

Secondo il canale televisivo History Channel, che ha promosso recentemente dei documentari sulla storia delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, i colori sono sempre stati usati un po' a caso. Per esempio, nella prima mappa elettorale a colori diffusa in tutte le nuove televisioni americane nel 1976 il rosso era associato ai democratici, mentre il blu ai repubblicani.

Tra il XIX e il XX secolo, invece, nel Texas le schede elettorali repubblicane venivano, solitamente, colorate in rosso per far intendere alla popolazione analfabeta chi stavano per votare. Tuttavia, la Texas State Historical Association, o anche TSHA (un'associazione senza fini di lucro il cui obiettivo è diffondere la conoscenza della storia dello stato più meridionale degli Stati Uniti), ha dimostrato più volte che i colori potevano cambiare e non era insolito che nascessero casi di brogli elettorali.

Con le tanto criticate elezioni presidenziali del 2000 sembra che la situazione sia finalmente stabilizzata. In una mappa molto simile a quella del 2016, quando gli Stati Uniti videro il contendersi della presidenza tra Donald Trump e Hillary Clinton, il blu prevalse in gran parte degli stati nordorientali, mentre il rosso in tutti gli stati meridionali.

Oggi questi due colori complementari non vengono più associati unicamente alle grafiche statistiche proposte dai giornali e dalle televisioni. Persino i candidati hanno cominciato a far ruotare le loro intere campagne elettorali intorno a precise immagini: dai cartelloni dei democratici, guidati da Joe Biden, con scritto "Vota blu!" ai simbolici cappellini rossi di Donald Trump con scritto "Make America Great Again".

Se siete interessati a conoscere recenti curiosità sul molto dibattuto mondo politico statunitense e delle sue elezioni, sappiate che degli hacker hanno preso di mira il sito web del comitato elettorale dell'attuale presidente Donald Trump.

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