Scopriamo che tipo di relazioni romantiche (e non) intratteneva Leonardo Da Vinci

Scopriamo che tipo di relazioni romantiche (e non) intratteneva Leonardo Da Vinci
di

Con la nuova serie TV su Leonardo Da Vinci, molti hanno ricominciato a parlare del genio dell'arte e della scienza. In questo prodotto televisivo, in particolare, si è cercato di dare spazio anche alla vita privata dell'artista italiano. Oggi proveremo, quindi, a mettere in luce alcune sue relazioni, basandoci sulle poche fonti storiche.

L'unico documento scritto che ci potrebbe dare un presunto indizio sul tipo di rapporti intrattenuti da Leonardo Da Vinci è una denuncia anonima, riportata alle autorità fiorentine il 9 aprile del 1476, in cui lo si accusava di sodomia insieme ad altri tre uomini.

Colui che mosse inizialmente l'accusa affermò che lo scienziato avesse intrattenuto un rapporto sessuale con un giovane diciasettenne, Jacopo Saltarelli.

Tuttavia, poiché la denuncia venne mossa da una parte senza nome ed accusava anche un nome importante legato alla famiglia dei Medici, cioè Leonardo Tornabuoni, le autorità la fecero cadere.

Leonardo Da Vinci era salvo e non venne nemmeno sottoposto ad una grande pressione sociale. Nella Firenze dell'epoca era molto frequente che gli uomini, soprattutto delle classi sociali superiori, intrattenessero delle relazioni con persone dello stesso sesso. Lo dimostrano i processi dell'epoca, che rivelano come, tra le migliaia di denunce per presunta sodomia, solo il 20% degli accusati veniva effettivamente condannato.

Fatta eccezione per questo episodio, tutto ciò che è stato detto, nel corso dei secoli, sulle relazioni di Leonardo Da Vinci è stato frutto di semplici speculazioni. Per esempio, alcuni storici ritengono che avesse deciso spontaneamente la vita da celibe, pur frequentando persone di ambo i sessi nella vita quotidiana.

La sua scelta non era per niente strana per un uomo della sua epoca, perché sappiamo di molti altri intellettuali che decisero di vivere una vita simile. L'unico rapporto di cui sembrerebbero esserci maggiori informazioni, seppur sempre molto deboli, fu quello con Gian Giacomo Caprotti, conosciuto al tempo come "Salaì" ("Il piccolo diavolo").

Questo ragazzo entrò nella bottega di Leonardo quando aveva 10 anni, nel 1490. Il suo scopo era quello di assistere il maestro ed imparare da lui il mestiere dell'arte. Il genio, all'epoca, aveva 28 anni, ma decise di tenere con sé il ragazzo fino alla vecchiaia. Persino quando morì, lasciò in eredità a quel "piccolo ladro, bugiardo, ostinato ghiottone" (così si dice lo avesse definito una volta) una piccola terra a Milano.

E' possibile che Leonardo tenesse particolarmente al suo assistente, tantoché persino Giorgio Vasari, nell'opera "Le vite degli artisti" del 1550, scrisse di come l'artista fosse sempre contento della sua presenza.

Gli storici dell'arte sostengono che Salaì sia stato anche il modello per alcuni dipinti di Leonardo, come il "San Giovanni Battista", conservato al Museo del Louvre a Parigi.

Molte testimonianze affermano che la relazione dei due non fosse solo platonica o romantica. La coppia seguiva il perfetto modello della pederastia - un tipo di relazione sessuale non solo diffusa nella Firenze rinascimentale, ma anche nell'antichità, soprattutto in Grecia e a Roma.

Quanto è interessante?
2
Scopriamo che tipo di relazioni romantiche (e non) intratteneva Leonardo Da Vinci