Scrivere recensioni false su Tripadvisor è un reato. Prima condanna in Italia

Scrivere recensioni false su Tripadvisor è un reato. Prima condanna in Italia
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Il fenomeno delle recensioni false è ormai presente da tempo sul web, ed alcuni siti offrono addirittura la possibilità di acquistarle per screditare i concorrenti. Dal Tribunale di Lecce però arriva un precedente importante, che potrebbe dare uno schiaffo al fenomeno.

Un giudice infatti ha stabilito che scrivere recensioni false, utilizzando identità false, è a tutti gli effetti un reato. Alla luce di tale sentenza la causa si è conclusa con una condanna a 9 mesi di carcere ed il pagamento di 8.000 Euro di spese legali e danni per il proprietario di PromoSalento, un'agenzia che vendeva pacchetti di recensioni false per i proprietari di pub e ristoranti.

Matteo Fronduti, del Manna di Milano, ha accolto con favore la decisione, sottolineando però che "il problema non è TripAdvisor di per sé, ma il fatto che fornendo libero accesso a chiunque non ha poi un controllo reale”.

La società americana ha partecipato attivamente alle indagini ed in un comunicato ha affermato che "attraverso un lavoro di ricerca e indagine i nostri investigatori hanno raccolto una serie di dettagli e informazioni relative alle persone coinvolte. Il passo successivo è stato quello di stabilire che PromoSalento non si era limitata a pubblicizzare servizi di vendita delle recensioni false, ma aveva realmente provato a postare recensioni fasulle sul nostro sito. Durante il corso delle nostre indagini, le nostre analisi tecniche ci hanno portato ad identificare prima e poi a rimuovere o bloccare oltre 1.000 tentativi di invio di recensioni su TripAdvisor ad opera di PromoSalento relative a centinaia di strutture".

Tripadvisor sostiene che PromoSalento ha cercato di "superare i nostri esami minuziosi modificando regolarmente gli username e gli indirizzi email da cui venivano inviate le recensioni, ma i nostri processi di identificazione delle frodi prevedono l'uso di una suite di tecnologie avanzate per valutare centinaia di attributi delle recensioni come gli indirizzi IP, il tipo di browser e persino la risoluzione dello schermo del dispositivo utilizzato dal recensore. Sulla base di queste analisi siamo stati in grado di vedere una scia di tracce comportamentali e digitali che ha condotto il nostro team direttamente da loro".

Una volta in possesso di tutti i dati necessari, TripAdvisor è stata in grado di identificare le attività sospette per collegarle con i clienti che avevano pagato PromoSalento, penalizzando le strutture nelle classifiche per ogni territorio: "nei casi in cui abbiamo visto che le attività sospette non cessavano, il passo successivo è stato quello di applicare un bollino rosso, che è un messaggio pubblicato sulla pagina di un business su TripAdvisor che informa i viaggiatori dei tentativi di manipolazione delle recensioni da parte del business, sottolineando il tipo di frode che abbiamo individuato".

La Polizia Postale ha anche aperto un'indagine nei confronti della stessa PromoSalento, che ha permesso ai militari di ottenere le prove necessarie per portare il caso in tribunale. Una prima assoluta per il nostro paese, che costituisce un precedente importante.

FONTE: Repubblica
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