Secondo alcuni, l'iPhone 5c del killer di San Bernardino potrebbe contenere un virus informatico

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E' senza dubbio l'iPhone più chiacchierato del momento. Stiamo parlando ovviamente dell'Iphone 5c del killer di San Bernardino, che è al centro della polemica tra l'FBI ed Apple a seguito della richiesta da parte dell'agenzia governativa di sbloccare il cellulare attraverso lo sviluppo di un backdoor.

Richiesta, per altro, prontamente rigettata dalla società di Tim Cook che si sta opponendo in ogni sede.
Il procuratore distrettuale della contea, Michael Ramos, afferma che la richiesta è stata presentata dal tribunale in quanto “può contenere delle prove chiave che possono essere trovate solo sul cellulare sequestrato, il quale conterrebbe anche virus cibernetico dormiente che potrebbe essere utilizzato per attaccare la contea”, ovvero il Dipartimento della Salute di San Bernardino.
Non sappiamo se tutto ciò corrisponde alla realtà oppure se si tratta di un semplice tentativo per sollecitare ulteriormente la Corte a fare pressione su Apple e costringerla a sbloccare l'iPhone, ma qualora questa ipotesi dovesse rivelarsi veritiera, l'FBI potrebbe appellarsi all'articolo 502 del codice penale che si occupa proprio degli accessi non autorizzati ai sistemi informatici.
Ars Technica, a seguito di tali dichiarazioni, ha interpellato Jonathan Dzziarski, un importante esperto informatico che ha definito “assurde” queste accuse.

FONTE: The Verge
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