Secondo un esperto, la crisi dei semiconduttori potrebbe continuare "indefinitamente"

Secondo un esperto, la crisi dei semiconduttori potrebbe continuare 'indefinitamente'
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La carenza dei semiconduttori è il problema più grande dell'industria informatica negli ultimi anni, benché recentemente in molti abbiano creduto che una soluzione alla crisi fosse dietro l'angolo. Ad esempio, la CEO di AMD Lisa Su ha dichiarato poche settimane fa che per la metà del 2022 i problemi di approvvigionamento sarebbero stati risolti.

Tuttavia, pare che molte previsioni siano state fin troppo ottimistiche: secondo Brandon Kulik, a capo del settore di analisi sull'industria dei semiconduttori di Deloitte, "la scarsità di semiconduttori potrebbe continuare anche indefinitamente. Probabilmente questo non significherà che non si esaurirà mai, o che finirà nel giro di dieci anni, ma sicuramente non parliamo di una questione di pochi mesi. Parliamo di un problema che durerà ancora per anni".

La crisi sta impattando duramente sulla ripresa post-Covid di molti settori, specie di quello dell'informatica e dell'automobilistico. Solo ieri, infatti, sia General Motors che Ford hanno dovuto tagliare le proprie previsioni di profitto per i prossimi quadrimestri fiscali, mentre Apple ha ridotto più volte gli obiettivi di produzione dei nuovi iPhone per mancanza di materie prime. Solo negli Stati Uniti, la scarsità di chip potrebbe portare ad una mancata crescita del PIL dello 0,7%.

Il problema della carenza di semiconduttori è che essa è stata causata da un insieme di concause tutte difficilmente risolvibili. La prima è che le persone continuano a comprare nuovi telefoni e computer e ad usare servizi che richiedono un ingente impiego di server, come lo streaming e le videochiamate: ciò aumenta sia le componenti richieste sul lato consumatore che su quello dei data center. Secondo Kulik, "la domanda continua a crescere in ogni mercato, ed è un problema".

La crescita della domanda si è collegata poi con la mancanza di vari tipi di chip: di recente, per esempio, sono mancati i PCB, o Printed-Circuit Board, che non sono complessi da produrre, ma che garantiscono anche ridotti margini di guadagno. La carenza di queste componenti è difficilmente risolvibile, perché costruire nuovi impianti produttivi e metterli a regime richiede anni di lavoro: per esempio, benché Intel abbia investito miliardi in nuove catene produttive, le previsioni del suo CEO sullo shortage rimangono piuttosto negative.

L'ultimo problema che affligge il settore è l'incertezza dovuta al Coronavirus: il mercato PC e mobile si è rivitalizzato durante la pandemia, ma non è detto che rimanga così molto a lungo, una volta che essa sarà terminata. Molti produttori, semplicemente, non si fidano ad investire in nuove fabbriche che tra pochi mesi o pochi anni potrebbero cadere in disuso per via di una contrazione del mercato.

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