Sempre più società dell'immobiliare accettano pagamenti in Bitcoin, ecco perché

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Giusto ieri riportavamo le dichiarazioni di Ray Dalio, per cui i bitcoin sarebbero una bolla dato che la speculazione supera per numero le transazioni reali. Eppure oggi si ha notizia di un mercato che sta abbracciando con forza i bitcoin, utilizzandoli come valuta di scambio. Parliamo dell'immobiliare, i motivi sono estremamente comprensibili.

Quello delle case non è esattamente un settore dove le transazioni medie ammontano a qualche nocciolina e due bagigi. Anche in un periodo di crisi come questo la transazione media raramente è inferiore al mezzo milione di dollari, e in alcune città parliamo addirittura di compravendite per cifre che superano ampiamente il milione. Come a Miami, una delle principali realtà dove il settore immobiliare ha deciso di aprirsi completamente al Bitcoin.

Il motivo è presto detto. Le banche per le transazioni sopra ai 100.000$ –si legge su il The Coin Telegraph– chiedono una commissione di 4.000$. Se il pagamento sale toccando qualche milione, le commissioni salgono a loro volta in proporzione, arrivando in alcuni casi anche a 10.000$. Soldi a cui vanno aggiunte le tasse, le commissioni per il venditore che ha portato il cliente a firmare dopo estenuanti trattative, i costi della burocrazia e così via. Chiaro che ogni voce di spesa che si può rimuovere dalla lista è oro che cola.

Così i Bitcoin, permettendo di spostare grosse cifre senza intermediari, diventano uno strumento micidiale per balzare le commissioni delle banche. Utilizzando wallet compatibili con SegWit queste possono scendere anche sotto i 10$.

"Secondo me serviranno delle regolamentazioni prima che i Bitcoin diventino mainstream. Ma credo che l'accettazione verso questa tecnologia arriverà più prima che tardi. Il mondo cambia con estrema rapidità ai giorni nostri". Parola di Stephan Burke, membro del network di professionisti nel settore dell'immobiliare "Master Brokers Forum".

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