La sentenza della Cassazione: dare del bimbominkia in rete è diffamazione aggravata

La sentenza della Cassazione: dare del bimbominkia in rete è diffamazione aggravata
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Attenzione ai termini utilizzati sul web. La Cassazione ha infatti stabilito che dare del “bimbominkia” a qualcuno mentre si interagisce sui social rappresenta una diffamazione aggravata a mezzo di pubblicità, in quanto definisce che la persona in questione ha un “quoziente intellettivo sotto la media”.

La decisione della Corte di Cassazione è arrivata al termine di un procedimento partito da una querela.

Secondo i Supremi Giudici, il termine non è in alcun modo coperto dal “diritto di critica”, in quanto va a descrivere una persona con un quoziente intellettivo inferiore alla media e quindi costituisce una grave offesa.

Secondo la definizione di Wikipedia, infatti, il termine “indica un utente, spesso adolescente, di scarsa cultura e capacità linguistica. Si esprime con un linguaggio basato su errori sintattici e grammaticali, colmo di anglicismi spiccioli, frasi abbreviate da acronimi e decorate da emoticon e altri simboli virtuali. Si è inoltre soliti identificare come bimbominkia una persona dal carattere infantile, autoreferenziale, arrogante, eccessivamente attaccata alla tecnologia e abituata a pubblicare numerosi selfie sulle reti sociali”.

La sentenza non è stata pubblicata ancora sul sito web ufficiale della Corte, ma arriva dopo che la persona che ha dato il via al procedimento era stata definita in tal modo su un gruppo Facebook da oltre 2000 iscritti, riporta Il Fatto Quotidiano.

FONTE: IlFatto
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