Una serie di studi indaga la paura per i clown cercando di scoprirne le cause

Una serie di studi indaga la paura per i clown cercando di scoprirne le cause
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Con l’uscita nelle sale cinematografiche del nuovo film della saga di It - capitolo due, siamo pronti a rabbrividire osservando le avventure dei protagonisti nella loro continua lotta contro il clown malefico.

La scelta di un clown come icona malvagia del film non è stata, probabilmente, fatta a caso. Da sempre i clown si dimostrano ambigui, associati spesso a qualcosa di malvagio e oscuro.

Una componente probabilmente irrazionale, è vero, ma che affonda le radici, forse, nei nostri comportamenti evolutivi e ancestrali di quando eravamo scimmie.

Uno studio scientifico del 2008 condotto in Inghilterra, per la precisione nell’Università di Sheffield, mette in luce la seguente peculiarità: a pochi bambini piacciono i clown e decorare gli ambienti ospedalieri con ridenti pagliacci non è la scelta più saggia poiché, probabilmente, si ottiene proprio l’effetto opposto nei pazienti.

Un altro studio datato 2016 e chiamato “On the nature of Creepiness” (che possiamo tradurlo come “Sulla natura del raccapricciante”) mette in luce le caratteristiche che noi crediamo raccapriccianti e, cosa più importante, i comportamenti ai quali non sappiamo come reagire, soprattutto quando ci si para davanti una situazione che ci mette ansia e inquietudine.

Allo studio hanno partecipato 1341 persone di età compresa tra i 18 ed i 77 anni. A questi volontari venne fatto compilare un questionario online. Una delle domande chiedeva quali, secondo gli intervistati, fossero i comportamenti di una persona “creepy”, spaventosa o raccapricciante.

Venne anche chiesto quali fossero le caratteristiche fisiche di una persona che loro reputavano creepy.

Dai risultati si evince che lo strano colore degli occhi, lenti a contatto bizzarre, segni particolari visibili come i tatuaggi, sono tutte caratteristiche di un individuo spaventoso.

A questo punto venne chiesto loro di indicare un lavoro che essi reputassero creepy e, tra le risposte, il più gettonato è stato quello di clown.

Successivamente è stato chiesto loro di indicare degli hobby inquietanti e, al termine delle domande, si prevedeva che essi rispondessero ad altri quesiti riguardanti la natura delle persone inquietanti.

Dal test è emerso che gli uomini sono considerati più inquietanti delle donne ma, soprattutto, è inquietante e non ci fa sentire a nostro agio il non riuscire a capire come si potrebbe comportare una persona.

La presenza di tratti fisici particolari (come dita lunghe), poi, amplifica in noi questa sensazione di disagio e di inquietudine.

Questa paura potrebbe essere residuo della nostra evoluzione che teniamo a bada con la consapevolezza che non basta una sensazione per farci capire se una persona è un pericolo oppure no, quindi non sappiamo come comportarci e reputiamo la situazione e chi ci sta davanti come creepy.

Secondo lo scienziato Rami Nader che studia la coulrophobia (la paura dei clown appunto), il fatto che per impersonare un clown bisogna indossare tanto trucco e vesti sgargianti, spesso con scarpe e guanti enormi, rende le intenzioni e l’identità della persona dietro la maschera nascoste alla nostra vista.

Da qui l’incertezza che nasce dentro di noi davanti ad una maschera buffa e allegra che potrebbe celare, inaspettatamente, un pericolo o comportamenti ostili o inquietanti.

Abbiamo una sensazione di paura, ma la paura non è palese e siamo combattuti tra queste due emozioni: forse è questo il motivo per cui i clown sono così inquietanti, il fatto che poi i clown abbiano caratteristiche fisiche strane (piedi e guanti enormi) accentua la nostra sensazione di pericolo.

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