Shroud ha realmente detto che quello dello streamer non è un lavoro? Sì, ma attenzione

Shroud ha realmente detto che quello dello streamer non è un lavoro? Sì, ma attenzione
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Dopo aver approfondito le statistiche globali relative a Twitch, torniamo ad analizzare una questione relativa al noto portale viola. Questa volta si entra in temi più "delicati".

In particolare, stando anche a quanto riportato da PC Gamer e Dot Esports, nel corso di una diretta andata in onda nella giornata del 6 dicembre 2021 su Twitch, nota piattaforma di livestreaming di proprietà di Amazon, Shroud ha dichiarato che quello dello streamer "non è un lavoro". Ovviamente, la clip della live Twitch in cui viene effettuato il discorso sta rapidamente macinando visualizzazioni.

La questione è inoltre chiaramente finita "al volo" sui social network, dato che Shroud rappresenta uno degli streamer più popolari al mondo, nonché una figura di spicco del settore anche per via del suo passato come pro player del videogioco Counter-Strike: Global Offensive. Insomma, i motivi per cui le dichiarazioni del 27enne stanno facendo il giro del Web sono chiari.

Tuttavia, bisogna prendere la questione un po' con le pinze. Infatti, come potete ben immaginare, le parole dell'ex pro player di CS:GO sono state utilizzate per "sbandierare" la classica questione del "c'è chi lavora veramente e chi no". Quello di Shroud sembra però in realtà più uno sfogo che una sorta di "ammissione", in quanto il contesto in cui sono arrivate le dichiarazioni è relativo alla spiegazione del motivo per cui il ragazzo si sta dedicando a tempo pieno a Twitch e non ha intenzione di tornare nel mondo eSport.

In parole povere, Shroud sembra voler affermare che il suo precedente lavoro da pro player poteva potenzialmente risultare più "faticoso" rispetto a quello dello streamer. Tuttavia, c'è da dire che nell'ambito di una live su Twitch può accadere di tutto, compresa una risposta effettuata in modo un po' troppo "diretto", quindi è sempre bene prendere sul serio fino a un certo punto ciò che viene detto. Può esserci infatti, ad esempio, un momento in cui per "fare spettacolo" lo streamer fa un po' il "personaggio", nonché magari un comune "momento di debolezza" in cui una persona non si sente all'altezza e dunque effettua dichiarazioni che altrimenti non farebbe mai.

Insomma, la questione è sicuramente "intricata". Tuttavia, come fanno notare anche le fonti estere, al giorno d'oggi risulta difficile non vedere quello dello streamer come un lavoro. Non ci riferiamo solamente ai guadagni generati dal settore, ma soprattutto alla fatica del creare una community, alla perseveranza richiesta per mantenerla e all'impegno quotidiano che bisogna mettere nel progetto. Tutto questo senza contare potenziali "avversità" come i cambiamenti effettuati dalle piattaforme o possibili comportamenti non propriamente dei migliori da parte degli utenti.

Si tratta di elementi che si trovano alla base di un qualsivoglia lavoro. Inoltre, se fosse così facile, chiunque sarebbe in grado di fare lo streamer. Invece, là fuori è pieno di persone che, una volta tentata la "strada Twitch", si sono rese conte delle enormi difficoltà che generalmente emergono scegliendo questo tipo di percorso. Insomma, era giusto riportare le dichiarazioni di Shroud, ma visto il delicato argomento abbiamo ritenuto importante analizzare anche altri fattori.

FONTE: PCGamer
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