Siete sicuri di conoscere il vero significato dietro il nome "Roma"?

Siete sicuri di conoscere il vero significato dietro il nome 'Roma'?
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Quando pensiamo al nome di "Roma", istintivamente associamo la sua etimologia al mito di Romolo e Remo. Dopotutto la radice, in italiano, sembra la stessa. Eppure, il vero significato che si cela dietro questa semplice parola è colmo di misteri che, tutt'oggi, rimangono insoluti e che rendono il tutto più complesso rispetto alle nostre intuizioni.

Le ipotesi dietro il nome di "Roma" nacquero quando la città, ormai, stava perdendo il suo reale valore storico nella cultura europea.

Per le fonti sopravvissute fino ad oggi, sappiamo che il primo intellettuale a porsi la domanda dietro il significato di questo nome fu il grammatico e commentatore romano Servio Mario Onorato, che visse intorno al IV secolo d.C. Egli sosteneva che "Roma" fosse una parola che derivasse dal nome arcaico del Tevere, che era "Rumon" o "Rumen". Da questo, se si estrae la radice, si giunge al verbo "ruo", che significa "scorrere". Quindi il nome dell'Urbe significherebbe, nella lingua italica antica, "La città sul fiume che scorre".

Da un punto di vista della linguistica, però, da "Roma" si può estrarre anche la parola etrusca (o del latino arcaico) "Ruma", che indicava la mammella. Secondo alcuni studiosi, se questa fosse la vera origine del nome, si andrebbe a collegare a diversi fattori, come la forma del Palatino (uno dei colli in cui Nerone costruì la sua celebre Domus Aurea). Quest'ultimo è un luogo estremamente importante per due motivi:

  • Si crede che fu l'area in cui si stanziò il primo nucleo nel 2000 a.C.
  • La sua composizione geologica ha una forma molto simile, nell'immaginario comune, ai seni femminili.

Gli storici ellenisti del passato, invece, desideravano ardentemente collegare la storia di Roma con la civiltà greca. Per questo, nacquero una serie di miti che non solo spiegherebbero l'origine della città, ma anche l'etimologia del suo nome.

Roma poteva essere la figlia avuta da Enea con la moglie Italo (o la nipote della coppia) quando i due troiani, dopo un lungo ed estenuante esodo, approdarono nelle coste del Lazio.

Sempre per rimanere nel tema dell'antica narrativa greca legata agli eventi che caratterizzarono il prima, il durante e il dopo della Guerra di Troia, troviamo un racconto, proposto dal poeta greco Stesicoro, che affermerebbe come Roma fosse, in realtà, una ragazza troiana dalle incredibili capacità magiche.

Questa donna si sarebbe sposata, successivamente, con un uomo indigeno, di nome Latino, e che da lui avrebbe avuto due figli: Romos e Romylos (Remo e Romolo), i quali, a loro volta, dedicarono un'intera città alla madre. In merito a questa storia, vi consigliamo un'ottima reinterpretazione cinematografica offerta dal film di Matteo Rovere "Il primo re".

E' certo, in tutte queste versioni, che l'etimo principale rimane "rhomé", che in greco significa "forza". Un significato che, sicuramente, si abbina perfettamente alla capacità, storicamente accertata, che quella grande città ebbe nell'ergersi come poche altre avevano fatto in passato.

Se, invece, si vuole dare attenzioni ad un significato più "poetico", si potrebbe rendere propria l'interpretazione offerta dallo scrittore bizantino Giovanni Lido, vissuto tra il V e il VI secolo d.C. Egli, infatti, notò come la parola "Roma", se letta da destra verso sinistra, diventasse "Amor".

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