Singapore vieta pubblicità criptovalute: 'È un investimento troppo pericoloso'

Singapore vieta pubblicità criptovalute: 'È un investimento troppo pericoloso'
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Il pugno duro cinese contro le criptovalute ha fatto la storia nel settembre 2021, portando anche a dei “follow-up” da non sottovalutare. Il divieto di Bitcoin, Ethereum e Altcoin da parte del Dragone trova un parziale seguito nella decisione di vietare la pubblicità di criptovalute a Singapore presa dalle autorità nazionali.

Nello specifico, come riportato da Neowin, l’Autorità Monetaria di Singapore (MAS) ha rilasciato nuove linee guida che vanno a disciplinare i vari “token di pagamento digitali” o DPT, ovverosia le criptovalute, proibendo la loro promozione da parte di qualsiasi fornitore di servizi, azienda, agenzia o intermediario che si occupa di esse. Allo stesso modo, ATM e influencer non potranno promuovere servizi di criptovaluta al pubblico locale, in qualsiasi luogo e tramite qualsiasi piattaforma. Dai trasporti pubblici ai social network, da Internet alla carta stampata, sarà categoricamente proibito inserire annunci pubblicitari relativi agli investimenti sulle criptovalute.

Il prossimo passo sembra essere palese, seppur non ancora confermato: il divieto di effettuare scambi di criptovalute. La motivazione in tale caso sarebbe quasi con certezza la medesima del ban visto in queste ore, ovvero le “brusche oscillazioni speculative” e la natura ad altissimo rischio delle criptovalute, le quali sono considerate dunque dall’autorità competente come un pericolo con cui la popolazione nazionale non dovrà avere a che fare, data la potenziale instabilità dell’intero mercato da esse portata.

Un pensiero simile lo ha la Banca Centrale Russa: il governo di Mosca a dicembre stava già pensando al ban degli investimenti in criptovalute a causa della nota instabilità. Ci saranno anche altri Paesi pronti a seguire il loro esempio? Lo sapremo solamente in futuro.

FONTE: Neowin
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