Quasi un sito di un comune italiano su due ha problemi di sicurezza

Quasi un sito di un comune italiano su due ha problemi di sicurezza
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I siti dei comuni italiani sono un disastro, svela Federprivacy. Il 47% dei portali utilizza ancora il vecchio protocollo HTTP, venendo tracciati come non sicuri dai browser. Ma non finisce qua, i siti di più di mille comuni non rispettano nemmeno gli obblighi di legge.

Su 3000 portali dei comuni italiani, 1435 non hanno adottato lo standard Https, ma usano ancora quello precedente. Significa che quando i residenti si devono recare sul sito del loro comune il browser fa scattare l'avviso di connessione non sicura (succede con tutti i browser principali dal 2017). Mentre 1.079 siti non indicano i riferimenti del Responsabile della Protezione dei dati, violando di fatto le norme vigenti.

Ma che rischi comporta l'uso del protocollo http nel 2019? "Spiana le strade agli hacker e c'è il rischio di data breach", spiega Federprivacy. In altre parole, se si usano i moduli online del comune, c'è il rischio che tutti i dati inseriti vengano spiati da qualche malintenzionato.

Ma altrettanto grave è il fatto che poco più di un terzo dei Comuni se ne freghi completamente delle nuove tutele per la privacy imposte dal GDPR: "se non ci sono i dati di contatto del data protection officer i cittadini non possono esercitare i diritti che sono loro riconosciuti".

Federprivacy spiega di aver contattato circa 500 dei comuni inadempienti, ma appena quattro dei centralini che hanno risposto hanno saputo fornire istruzioni adeguati. Gli altri? Non sapevano nemmeno di cosa si stesse parlando.

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