Smerciava Bitcoin senza licenza, condannato al carcere

Smerciava Bitcoin senza licenza, condannato al carcere
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Un ragazzo di appena 22 anni è stato condannato a 2 anni di galera per aver venduto criptovalute senza una regolare licenza, il suo unico crimine. Usava app di messaggistica protette da crittografia per accordarsi con i clienti, che negli anni erano diventati molti.

Due anni di carcere per aver smerciato bitcoin e altre criptovalute senza regolare licenza. Jacob Burell Campos, un ragazzo americani ma residente in Messico di appena 22 anni, non si era mai iscritto al registro federale.

Burell aveva getito il suo exchange tramite diversi annunci sul sito localbitcoins.com. E ignorando qualsiasi regola: permetteva di acquistare le criptovalute anonimamente, senza necessità di registrarsi con una carta d'identità, inoltre i clienti potevano acquistare i bitcoin pagando semplicemente in contanti. L'attività del ragazzo non rispettava nessuno degli obblighi previsti dalla normativa contro il riciclaggio di denaro.

Complice il prezzo contenuto —Burell faceva una cresta di appena il 5% sul valore di mercato— il ragazzo aveva attratto una nutrita pletora di clienti interessati a rimanere anonimi e sfuggire dagli stringenti controlli imposti dalle autorità.

Le criptovalute sono diventate uno strumento di grande interesse per le organizzazioni che hanno bisogno di trasferire grosse somme di denaro senza farsi notare. Anche il regime della Corea del Nord le ha utilizzate per riuscire a fare affari con l'esterno nonostante le sanzioni delle Nazioni Unite.

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FONTE: The Verge
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