Snapchat al centro di un giro di contrabbando di armi da fuoco

Snapchat al centro di un giro di contrabbando di armi da fuoco
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Si torna a parlare dei rischi per la sicurezza creati da alcune app di messaggistica che fanno della segretezza e della privacy il loro cavallo di battaglia. Questa volta nel mirino degli inquirenti ci finiscono i messaggi che si autodistruggono di Snapchat. Sono stati usati da un racket che contrabbandava armi da fuoco.

Lo rivela un'inchiesta del The Guardian, che avrebbe messo assieme i puntini, raccogliendo una vasta serie di episodi documentati su come i social network siano diventati una formidabile piazza di spaccio.

Insomma, non servirebbe nemmeno andare a scavare nelle profondità del Deep Web. Gli e-store di prodotti illegali sono ben radicati anche nel web e nelle app accessibili a tutti. Certo, gli spacciatori e i signorotti dei mercati neri che usano il deep web sono senz'altro più furbi, dato che diventano molto più difficili da acciuffare. E, infatti, molte delle storie raccontate dal The Guardian si chiudono con l'arresto dei criminali.

Storie come quelle di Anthony Reed, residente del Nevada che su Snapchat condivideva storie di lui che sfoggia con nonchalance le armi illegali disponibili per l'acquisto, mentre guida tranquillo nella sua auto. A metà tra influencer di Instagram e il trafficante interpretato da Samuel L. Jackson in Jackie Brown.

Peccato che i suoi post siano finiti sotto gli occhi di un agente dell'AFT americana, il dipartimento che si occupa di Alcolici, tabacco e armi da fuoco.

Una indagine andata avanti per undici mesi, con l'agente che, sotto copertura, ha acquistato ben 35 pistole da Reed e i suoi colleghi. Un episodio non isolato, anzi. L'ATF parlano di un vero e proprio giro di trafficanti di armi che contrattano con i fornitori, cercano clienti, e promuovono la loro merce direttamente su Facebook e Instagram.

Per la cronaca, parliamo di armi tradizionali, tecnicamente disponibili anche sul mercato legale americano. Del resto, già un altro studio sulle transazioni nei mercati neri del Deep Web mostrava come solo una risibile frazione delle armi acquistate siano di tipo da guerra.

FONTE: Futurism
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