A soli quattordici anni scopre la molecola che potrebbe fermare il coronavirus

A soli quattordici anni scopre la molecola che potrebbe fermare il coronavirus
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Scienziati e aspiranti tali stanno cercando il modo migliore per combattere la pandemia che ha causato oltre un milione di decessi in tutto il mondo, tra di loro c'è Anika Chebrolu, una sorprendente quattordicenne che si è aggiudicata il premio Top Young American Scientist grazie alla scoperta di un potenziale candidato anti-covid.

Una volta l'anno la 3M Young Scientist Challenge permette agli studenti dai 10 ai 14 anni di inviare un video dove presentare la soluzione ad un problema quotidiano e alla fine vengono scelti 10 finalisti. Anika ha battuto ognuno di loro e bisogna sottolineare come i progetti concorrenti fossero davvero stupefacenti, come per esempio il dispositivo che rileva particelle invisibili dentro l'acqua, una fonte di energia rinnovabile e un guanto robotico.

Grazie alle simulazioni al computer che le hanno permesso di condurre gli esperimenti, Anika ha setacciato milioni di molecole capaci di legarsi alla proteina spike del coronavirus, le quali si trovano sulla superficie dei virus infettivi, infatti proprio loro permettono a quest'ultimo di penetrare nelle cellule ospiti avviando così la malattia. La neutralizzazione del processo di legamento delle proteine alle altre impedisce che il soggetto venga infettato.

Il farmaco capace di legarsi in modo selettivo alla proteina spike, scoperto da Anika, potrebbe dare un enorme contributo alla ricerca di una cura valida contro la covid, come i vaccini testati fin ora che mostrano risultati positivi. Bisognerà effettuare dei test accurati e specifici ma gli scienziati sono molto speranzosi a riguardo.

Gli sfidanti di Anika che si sono meritati rispettivamente il secondo e terzo posto hanno d'altra parte prodotto straordinari lavori. Kyle Tianshi ha progettato un dispositivo capace di rilevare la contaminazione dell'acqua, monitorandone la qualità, mentre Laasya Archarya ha utilizzato una rete neurale per rilevare malattie nelle piante, con l'obiettivo di ridurne lo spreco.

FONTE: iflscience
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