Sopravvivere ai fulmini? La scienza ci insegna un piccolo trucco

Sopravvivere ai fulmini? La scienza ci insegna un piccolo trucco
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Come aumentare le possibilità di sopravvivere ad un fulmine? Ci forniscono una risposta i risultati ottenuti da un team guidato dall'ingegnere René Machts dell'Università di Tecnologia di Ilmenau in Germania, che sono stati da poco pubblicati sulla prestigiosa rivista Scientific Reports.

"I nostri esperimenti, forniscono prove pratiche dell'effetto teoricamente postulato secondo cui la pelle bagnata dalla pioggia potrebbe avere un comportamento protettivo migliore contro i fulmini rispetto alla pelle secca", ha dichiarato il team.

Avete capito bene, dopo aver scoperto quanto sia facile essere uccisi da un cane, a quanto pare avere la testa completamente bagnata riduce significativamente la possibilità di subire seri danni cerebrali e non solo. Ma come è stata verificata una simile ipotesi?

Come primo passo, è stato necessario costruire delle teste umane, che potete osservare al seguente link, progettate per imitare le proprietà di conduttività elettrica di quelle reali. Ciascuna testa aveva dunque a disposizione un cuoio capelluto, un cranio e un volume di tessuto all'interno del cranio. I materiali da costruzione sono stati scelti con cura per avere proprietà simili al tessuto umano: cloruro di sodio, acqua, grafite e agarosio.

Successivamente, sono state posizionate su array di elettrodi (strisce con diversi elettrodi) e sono state simulate due condizioni: testa bagnata con acqua piovana artificiale e testa asciutta. Entrambe, sono state poi colpite con la corrente massima disponibile sul loro generatore di impulsi pari a 42 kiloampere. Per avere un'idea, basti pensare che la maggior parte dei fulmini nube-terra hanno una corrente di circa 30 kiloampere. I risultati parlano chiaro.

La testa bagnata aveva meno "lesioni" e meno gravi di quella asciutta. La serie di elettrodi ha inoltre misurato le correnti che circolano attraverso e sopra la superficie delle due teste rivelando un dato molto interessante.

Per la testa bagnata, "entrava" infatti decisamente meno corrente. Parliamo di un’energia complessiva che entrava nella cavità cerebrale inferiore del 32,5% per la testa bagnata rispetto a quella asciutta. Si tratta sicuramente di cifre da non sottovalutare.

Alla luce di simili risultati, secondo i ricercatori la ridotta esposizione alla corrente cerebrale combinata con lesioni fisiche minori, potrebbe aumentare notevolmente le probabilità di sopravvivenza di una persona bagnata, fino al 70-90%.

Dopo aver visto cosa succede ad una palla lanciata alla velocità della luce, ecco dunque l’ennesima curiosità scientifica che potrebbe tornare utile in diverse occasioni!

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