Spagna: la polizia scambia una farm di criptovalute per una piantagione di marijuana

Spagna: la polizia scambia una farm di criptovalute per una piantagione di marijuana
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Al momento, in Europa non esiste alcuna legislazione contro il mining di criptovalute, nonostante esso sia stato duramente criticato dall'Unione Europea per via del suo impatto climatico. Tuttavia, ciò non ha impedito alla Policia Nacional spagnola di fare irruzione in una grande farm di criptovalute nei pressi di Siviglia.

La questione è in realtà più complicata di quanto non sembri, per almeno due motivi. Il primo è che, come riporta il portale spagnolo specializzato in informatica El Chapuzas Informatico, la polizia credeva di trovarsi di fronte ad una piantagione di marijuana, e non ad una farm di criptovalute, prima di fare irruzione nell'edificio.

Il secondo motivo, invece, è che la farm di criptovalute era effettivamente illegale, poiché era collegata in maniera abusiva alla rete elettrica nazionale. Provando a ricostruire gli eventi che hanno portato alla scoperta della Policia Nacional, El Chapuzas Informatico ha scoperto che la polizia era stata allertata per via dell'improvviso aumento del consumo di elettricità nella zona della farm, senza tuttavia che vi fossero apparenti motivi a spiegare l'impennata dei consumi elettrici sulla griglia locale.

Le autorità, allora, hanno pensato che qualcuno si fosse illegalmente connesso alla rete elettrica nazionale, ipotizzando che si trattasse di criminali o spacciatori che utilizzavano la corrente per una coltivazione di marijuana al chiuso, che pare richiedere ingenti quantitativi di energia elettrica. Dopo aver fatto irruzione nell'edificio che avrebbe dovuto ospitare la coltivazione, invece, gli organi di polizia hanno scoperto che si trattava di una farm di criptovalute illegalmente connessa alla rete elettrica dai suoi proprietari, che dunque effettuavano il mining senza pagare per l'energia consumata.

Stando alle fotografie pubblicate dalla Policia Nacional spagnola, la farm utilizzava delle NVIDIA RTX di serie 30 brandizzate EVGA. Le autorità spagnole hanno stimato che le schede grafiche e l'equipaggiamento per il mining confiscato avessero in totale un valore di ben 50.000 Dollari.

Tuttavia, sempre stando alle stime della Policia Nacional, i miner sarebbero rimasti in braghe di tela dopo la confisca della loro strumentazione: l'intervento delle autorità, infatti, è stato molto tempestivo ed ha portato allo smantellamento della farm a pochi giorni dalla sua creazione, dopo che i miner avevano guadagnato "solo" 2.500 Euro.

FONTE: VideoCardZ
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