Spiegata dall'archeologia la misteriosa presenza delle scimmie nell'arte Minoica

Spiegata dall'archeologia la misteriosa presenza delle scimmie nell'arte Minoica
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L’antica società Minoica, sviluppatasi millenni addietro, dà prova, attraverso i suoi affreschi, di conoscere fin nei minimi particolari le scimmie nonostante questi animali si trovassero a migliaia di chilometri di distanza.

L’arte Minoica comprende alcuni dipinti in cui vengono raffigurati degli animali molto particolari che, nel Mediteranno, non sono affatto presenti: le scimmie. Queste creature si trovano, sappiamo, in alcune regioni dell’Africa a molti chilometri di distanza. Viene quindi naturale chiedersi come siano riusciti, gli artisti Minoici, a disegnare fin nei minimi particolari queste creature tanto esotiche, per loro così, da un punto di vista spaziale, lontane. All'interno di un sito antico di 3600 anni fa, chiamato Akrotiri, nell’attuale isola di Santorini, è stata trovata una rappresentazione estremamente dettagliata di questi animali.

Dal dipinto si può notare come la scimmia fosse di piccole dimensioni, con del pelo nero sul volto e nell'atto di arrampicarsi benché l’artista non abbia disegnato alcun sostegno sul quale la creatura poteva, con i suoi lunghi arti, appendersi. La cosa che forse potrebbe sorprendere è che l’immagine è stata ricreata in maniera tanto fedele che gli esperti sono stati in grado di risalire alla specie ed al suo habitat in Africa. Un’altra rappresentazione si trova a Creta e, questa volta, l’animale è rappresentato con un caratteristico naso senza peli, un torace largo e una vita stretta, tutte caratteristiche che fanno presumere la specie appartenga al gruppo dei babbuini.

Tuttavia, in questo caso le scimmie erano colorate di blu. Questo fatto si potrebbe spiegare, come ci dicono gli autori che hanno pubblicato la ricerca su Antiquity, con alcune traduzioni culturali insite nel popolo minoico. E’ probabile che i Minoici, infatti, prendendo spunto dagli Egiziani che usavano il blu come colore legato alla sacralità, abbiano voluto dare a queste creature un tocco di sacralità, colorandole proprio di blu. Non solo: in alcune raffigurazione questo carattere divino era indicato anche da alcuni oggetti che gli animali, nelle raffigurazioni, utilizzavano come, per esempio, armi o il noto strumento musicale conosciuto come lira.

Queste rappresentazioni fanno presumere che le antiche popolazioni del Mediterraneo dovevano avere intensi rapporti e scambi con popoli molto lontani, rendendo così possibile che un artista Minoico, che si trovava in Grecia, fosse venuto a conoscenza di questi animali che si trovavano a migliaia di chilometri di distanza.

Credit immagine: B. Urbani

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