Spotify inizia a vendere i dati personali degli utenti non paganti

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Spotify ha deciso di cercare di monetizzare il più possibile dagli utenti non paganti: a partire da oggi, la società cederà (ovviamente, dietro compenso) alcuni dati personali degli utenti alle aziende che acquisteranno gli spazi pubblicitari tra un brano e l'altro.

In particolare, gli inserzionisti riceveranno dati come età, sesso e genere musicale preferito, niente di troppo invasivo dunque. In questo modo, le aziende potranno proporre pubblicità ancora più mirate, in maniera simile a quanto già accade con Google, Facebook, Twitter e altri colossi della rete. Nonostante il buon successo, i bilanci di Spotify sono in rosso a causa delle numerose royalties da pagare ad artisti ed etichette, in questo modo la società vuole garantirsi un ritorno economico maggiore da parte degli utenti non abbonati.

FONTE: Engadget
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