Spotify ora supporta il Bonus Cultura come metodo di pagamento

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Anche Spotify, dopo Amazon ed altri servizi lanciati dalle grosse società della Silicon Valley e del settore tecnologico, ha deciso di aderire al Bonus Cultura, che ora viene accettato come metodo di pagamento per gli abbonamenti della piattaforma di streaming.

Ciò vuol dire che tutti gli utenti che hanno compiuto la maggiore età nel 2017, e che hanno ricevuto i 500 Euro dal Ministero dell'Istruzione Università e Ricerca, lo potranno utilizzare per l'acquisto di servizi ed oggetti su Spotify.

La società nordeuropea è la prima piattaforma di streaming musicale ad aderire a questa iniziativa, dal momento che fino ad ora era stato esteso esclusivamente a tutti i rivenditori di libri, biglietti per eventi e di musica.

Per poter utilizzare la moneta (che quest'anno sarà disponibile anche per tutti i nati nel 99, dal momento che è stata estesa), basterà collegarsi sull'apposito sito web 18app.italia.it, creare un buono, generare il codice e riscattarlo attraverso il sito spotify-18app.com, che consente di trasformarlo in un abbonamento da 1, 3, 6 o 12 mesi a seconda dell'ammontare.

La compagnia svedese, attraverso un comunicato diffuso da Veronica Diquattro, ha affermato che “si tratta di un’opportunità per il nostro settore: insegnare ai ragazzi il valore della musica e l’importanza che ha l’ascolto legale dei propri artisti e brani preferiti è il modo migliore per costruire e garantire un futuro positivo al mercato”.

Alla dirigente ha fatto eco anche il CEO di FIMI, Enzo Mazza, secondo cui “la musica sta contribuendo al successo dell’iniziativa, visto che già nei primi giorni gli utenti registrati erano il 58% in più rispetto al 2016″.