Lo spuntino preferito dai Megalondoti era l'animale più grande della Terra

Lo spuntino preferito dai Megalondoti era l'animale più grande della Terra
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Il Megalodonte (Otodus megalodon o Carcharocles megalodon) era uno squalo colossale che aveva una dimensione media di 10,5 metri. Queste creature gigantesche si nutrivano - tra le tante cose - di animali altrettanto colossali come ad esempio i capodogli, attualmente il più grande animale vivente munito di denti.

Come facciamo a saperlo? Gli scienziati hanno studiato una serie di teschi appartenenti a balene estinte vissute durante l'ultima parte dell'epoca del Miocene (da 23 milioni a 5,3 milioni di anni fa), notando numerosi segni di morsi causati da diverse specie di squali, come il megalodonte e altre creature che sono ancora in circolazione ancora oggi.

Il bersaglio principale era la fronte e il naso delle balene, probabilmente in modo che i pesci predatori potessero banchettare con le generose riserve di grasso e olio delle creature. "Molti squali usavano questi capodogli come deposito di grasso", afferma l'autore principale dello studio Aldo Benites-Palomino, dottorando al Museo Paleontologico dell'Università di Zurigo in Svizzera. "In un singolo esemplare, penso che abbiamo almeno cinque o sei specie di squali che mordono tutte la stessa regione, il che è pazzesco."

Oggi tre specie di capodogli nuotano negli oceani. Circa 7 milioni di anni fa, invece, c'erano almeno sette specie che erano dai 13 ai 18 metri di lunghezza. Durante l'esame dei teschi di queste creature, gli scienziati hanno notato fino a 18 perforazioni raggruppate attorno ai volti delle balene; oggi gli squali non attaccano più i capodogli e gli addetti ai lavori quindi si chiedono: cosa potrebbe aver spinto questi voraci predatori a spostare la loro dieta?

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