Ora che Starship SN15 è tornata sana e salva, che ne sarà di lei?

Ora che Starship SN15 è tornata sana e salva, che ne sarà di lei?
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La società aerospaziale SpaceX ieri è riuscita finalmente a far atterrare - senza esplosioni collaterali - il prototipo "Starship SN15", dopo un test di volo fino a 10km di quota. Che ne sarà ora di questa unità?

È una domanda che ha iniziato a serpeggiare immediatamente sul web e sui social, fin dal momento in cui gli ingegneri SpaceX hanno confermato che ieri SN15 è riuscita ad atterrare con successo, senza esplodere qualche minuto dopo come accadde per la sfortunata SN10.

La risposta più allettante l'ha suggerita stesso il CEO dell'agenzia, Elon Musk, che mediante il suo profilo Twitter ha risposto con un breve "potremmo provare a far rivolare SN15 presto" (trovate l'originale in calce alla news).

Tuttavia, sebbene sarebbe davvero eccitante vedere per la prima volta una Starship riutilizzata, è giusto tenere ancora un po' a freno gli animi, in quanto quel "presto" rischia di essere ingannevole, per diversi motivi. Per prima cosa sappiamo che SN16 è ormai già quasi pronta negli stabilimenti di "Starbase", quindi tutti gli sforzi e i lavori sono concentrati prevalentemente su quell'unità.

In secondo luogo, sebbene sopravvissuta, SN15 ha presentato comunque alcuni problemi all'atterraggio e lo abbiamo visto anche dal piccolo incendio che ha coinvolto la parte inferiore della navicella, ma che fortunatamente è stato spento in tempi piuttosto brevi. Occorrerà una lunga revisione prima di poter affermare che questo modello di Starship è davvero pronto al "primo riutilizzo".

Infine, non va dimenticato che fin ad ora nessun motore Raptor era mai tornato integro da un test di volo (i Raptor sono i potenti motori a metano liquido che spingono Starship), quindi andranno necessariamente smontati e analizzati, al fine di scoprire cosa può essere stato compromesso e cosa no.

I motori della Starship e in generale tutto il sistema propulsivo è ciò che ha creato più grattacapi agli ingegneri SpaceX, dal momento che quasi tutti i "fallimenti" delle SN precedenti sono stati causati da piccoli o medi malfunzionamenti dei motori o dei sistemi di pressione.

Se Elon Musk vuole raggiungere in fretta i primi test di volo orbitale dovrà mettere sotto torchio un altro paio di Starship qui e là, e poi si potrà pensare alla questione della "riutilizzabilità" (che rimane comunque uno dei valori fondamentali dell'esplorazione spaziale made in SpaceX).

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