Steve Jobs era inizialmente contrario alle app, nuovi dettagli dalla biografia ufficiale

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Come sappiamo, il libro di Walter Isaacson sull'ex CEO di Apple Steve Jobs è ormai in uscita, è l'Huffington Post si è accaparrato una copia in anteprima di questa biografia autorizzata (che sembra essere uno dei libri più attesi non dell'anno ma del millennio, ci chiediamo se tutto l'Hype generato attorno a questa pubblicazione troverà riscontro pratico!), mettendo in mostra alcuni dei dettagli più interessanti della pubblicazione.

Attraverso un viaggio di 656 pagine, Isaacson fornisce una panoramica affascinante e talvolta anche intima della vita di Jobs, inclusi dettagli della sua infanzia, sui suoi iPod zeppi di musica di Bob Dylan, e la sua curiosa filosofia sulle applicazioni. Strano da dire, ma sembra che Jobs fosse inizialmente molto contrario al concetto di un sistema basato su applicazioni, per paura che la propria azienda potesse non essere all'altezza di realizzare tale sistema. Secondo le parole di Isaacson, Art Levinson, membro del consiglio di Apple, ha detto dell'ex CEO "una mezza dozzina di volte ho fatto pressione su Jobs mostrando l'enorme potenziale delle applicazioni, ma lui era sempre riluttante. In un primo momento ha evitato la discussione, in parte perchè temeva che il suo team non avesse la possibilità di capire in che complesse situazioni si sarebbero cacciati gli sviluppatori di terze parti". Inutile dirlo, Jobs e la sua squadra devono averlo infine decisamente capito. Il libro di Walter Isaacson "Steve Jobs" sarà rilasciato il 24 Ottobre, ma potete già ordinarlo da Amazon.

FONTE: Engadget
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