Stiamo sbagliando il metodo di ricerca della materia oscura? Due scienziati pensano di sì

Stiamo sbagliando il metodo di ricerca della materia oscura? Due scienziati pensano di sì
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La ricerca della vera natura della materia oscura è forse l'enigma più urgente da risolvere per la comunità scientifica che studia le caratteristiche fisiche dell'universo. Tuttavia, fino ad oggi, nessuna delle particelle proposte come candidate di questa materia sconosciuta è stata scoperta e c'è chi propone di diversificare le ricerche.

Gianfranco Bertone e Tim Tait hanno pubblicato un articolo su Nature nel quale analizzano la situazione sulla ricerca della materia oscura. Negli ultimi 30 anni ci si è focalizzati per lo più sulla ricerca di WIMP, weakly-interactive massive particle, particelle minuscole e massive che interagiscono solo tramite la forza nucleare debole.

Questo perché sappiamo di certo che questa materia "piega" la luce e quindi deve avere una propria massa per interagire a livello gravitazionale con quello che la circonda. Inoltre essendo invisibile ai nostri telescopi non rispondere ad alcuna interazione elettromagnetica, ma interagire solo tramite la forza nucleare debole, che ha un raggio d'azione estremamente corto.

Idealmente le particelle che rispondono a questa descrizione sono simili ai neutrini. Purtroppo, come fanno notare Bertone e Tait nel loro articolo, ancora nessuna ricerca ha mostrato risultati convincenti capaci di dimostrare che la materia oscura è una WIMP, una particella massiva che interagisce con l'ambiente esterno solo a cortissimo raggio. I due ricercatori suggeriscono dunque di diversificare le ricerche e cominciare a pensare che la materia oscura possa essere qualcosa di diverso da una WIMP.

Bertone e Tait suggeriscono di aumentare gli sforzi nello studio della forma delle galassie e dell'aureola di materia oscura attorno a queste: lo studio della curvatura della luce che passa vicino ad esse potrebbe fornirci nuovi indizi. Anche le onde gravitazionali sono un ottimo strumento per studiare i buchi neri, visto che potrebbero essere loro stessi la causa della materia oscura o per lo meno della loro distribuzione. La combinazione di questi metodi insieme alla ricerca portata avanti per mezzo degli acceleratori di particelle potrebbero dare un decisivo balzo in avanti alla ricerca sulla materia oscura.

FONTE: phys
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